sabato 22 gennaio 2022

Gli italiani preferiscono mettere da parte la tredicesima o utilizzarla per il pagamento tasse di dicembre

Le tredicesima mensilità che arriveranno ai dipendenti italiani a dicembre sotto forma di stipendi, ammontano a 43.800 milioni di euro, e dopo le scadenze e il risparmio di dicembre la quota destinata al consumo è di 32.600 milioni. `

Gli Italiani cauti nello spendere la tredicesima mensilità a causa dei timori generati dalla pandemia da covid-19 e dai primi casi di variante Omicron.

Lo evidenzia l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio che indaga i prossimi consumi degli italiani per le festività 2021 – 2022: A Natale si spenderanno 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno. La tredicesima interesserà,  secondo la metrica accettata, a partire dagli stipendi lordi dei dipendenti e delle pensioni lorde dei dipendenti pubblici e privati ​​e meno i contributi e le tasse per i dipendenti (circa 12,3 miliardi di euro) e solo il tributario per i pensionati (circa 5,3 miliardi di euro). Tra dipendenti (circa 19,3 milioni) e pensionati (poco più di 16 milioni), il numero dei beneficiari complessivamente sfiora i 35,4 milioni, che equivale se si considera la posizione professionale come condizione della persona di riferimento circa a 19,5 milioni di famiglie che percepiscono questo stipendio aggiuntivo.

Dell’importo netto del 2021, 43,8 miliardi, al netto delle riserve per l’adempimento delle scadenze di dicembre legate al saldo Imu-Tasi e al bollo auto, una partecipazione aggiuntiva corrispondente alla propensione al risparmio, che è in media del 12,7% per l’anno in corso. Si tratta di una percentuale molto alta, anche se inferiore a quella del 2020, che è costretta a raggiungere a causa delle restrizioni al blocco in termini di libertà di movimento e al blocco della maggior parte delle tipologie di attività economiche nei servizi, quasi al livello record del 15,6% .

Nel 2021 quindi un atteggiamento, quello degli italiani, ispirato alla prudenza in merito alle intenzioni di acquisto, in conseguenza del protrarsi della crisi economica indotta dalla pandemia da Sars-CoV-2. Al termine di questi passaggi contabili, dunque, si perviene all’ammontare delle tredicesime destinati a consumi  di 32,6 miliardi.