martedì 30 novembre 2021

500 lavoratori di Whirlpool e di Elica sono arrivati al ministero dello Sviluppo economico

Continua la vicenda Whirlpool che vede coinvolti l’azienda, i sindacati e il governo. 500 lavoratori si mobilitano e arrivano al Ministero per manifestare e difendere le loro posizioni

Sono circa 500 lavoratori di Whirlpool e di Elica arrivati  oggi dinanzi al Ministero dello Sviluppo economico in occasione dei due tavoli che si svolgeranno per parlare dei licenziamenti. Sono giunti a Roma questa mattina da diverse città d’Italia, e hanno iniziato il loro corteo partendo proprio  dalla Stazione Termini. Sono arrivati in Capitale proprio perché in questo luogo si sta decidendo la sorte di numerosi lavoratori e famiglie in un momento non facile per l’economia mondiale.

Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom Cgil, da piazza della Repubblica (dove i lavoratori dello stabilimento di via Argine, partiti stamattina all’alba da Napoli, sono partiti in corteo per raggiungere il ministero) afferma: “Ci aspettiamo che quanto annunciato nella notte dai ministri Giorgetti e Orlando oggi abbia una spiegazione. Ci hanno detto che oggi sarebbero stati presenti e ci avrebbero illustrato un provvedimento straordinario in grado di traghettare questi lavoratori da Whirpool al consorzio. Oggi ci aspettiamo serietà dal governo per capire come proseguire altrimenti non molliamo, non molleremo mai”.

A breve ci sarà l’inizio del nuovo round della vertenza. La Whirlpool in questi giorni ha infatti  confermato la chiusura della procedura di licenziamento collettivo per i 340 operai impegnati nel sito produttivo di via Argine a Napoli. Le prime lettere di licenziamento dovrebbero essere inviate a partire dal prossimo 22 ottobre. La società ha confermato  gli incentivi all’esodo nella misura di 85mila euro o il trasferimento di tutti i lavoratori presso l’unità di produzione di Cassinetta di Briadronno in provincia di Varese nonché la disponibilità a proseguire la trattativa per il trasferimento di asset.

Fra qualche ora vedremo se la situazione troverà un accordo che possa equilibrare le posizioni tra i sindacati e la società.