martedì 28 giugno 2022

50esima Edizione della Giornata Mondiale dell’Ambiente: L’agricoltura italiana negli ultimi anni ed è diventata la più green d’Europa

50 anni per sensibilizzarci e una strada ancora in salita da compiere quella per la difesa dell’ambiente. Non possiamo più procrastinare è diventata una vera e propria emergenza.

Nonostante dati pochi incoraggianti quando si parla di ambiente, il Belpaese potrà forse sentirsi fiero di questo: L’agricoltura italiana negli ultimi anni ed è diventata la più green d’Europa. Sono infatti 5333 i prodotti alimentari  tradizionali censiti, 316 specialità Dop/Igp riconosciute a livello  comunitario e 526 vini Dop/Igp.

Altri primato europeo del Belpaese sono anche i quasi 80mila operatori che lavorano  nel biologico. Il tutto è stato possibile anche grazie al continuo impegno di Campagna  Amica sulla più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli  agricoltori con diecimila punti vendita tra fattorie e mercati. Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale  dell’Ambiente si mostra fiera e pronta a combattere e vincere le sfide del domani e quelle della tutela della biodiversità diventata oggetto di un’ampia
Strategia Europea sul tema che  per il 2030 affida alle aree protette un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità e riconosce, allo stesso tempo, che l’attuale rete non è sufficientemente ampia per garantire gli obiettivi di salvaguardia.

Dettagli Maggiori sono resi noti dal report “Priorità Natura Italia, la sfida del 30X30″, lanciato proprio in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente di oggi.

Il WWF afferma in una nota: è stata avanza una proposta di aree prioritarie italiane all’interno delle quali individuare le aree da proteggere per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 (pari ad almeno il 30% di territorio protetto a terra e a mare) e assicurare un’adeguata tutela del nostro capitale naturale. L’obiettivo della Strategia Europea per la Biodiversità, infatti, non va considerato meramente quantitativo: le nuove aree protette dovranno includere rilevanti valori di biodiversità al fine di garantirne la tutela nei decenni a venire, in un contesto estremamente dinamico in cui i cambiamenti climatici aggiungono complessità ad una sfida di per sé già ardua.