giovedì 02 dicembre 2021

A fine ottobre informazioni sulla proroga dell’Opzione Donna

Ultime News sulle Pensioni: Nella prossima Legge di Bilancio per il 2022, è prevista una nuova riforma dove potrebbe essere stabilizzata l’OPZIONE DONNA

L’attuale ampliamento dell’Opzione Donna prevede opportunità di prepensionamento attraverso questo regime sperimentale introdotto dalla Legge Maroni 243/04, approvata dalla riforma delle pensioni Fornero 2011, e una Legge di Bilancio ampliata per tutti i lavoratori che hanno accumulato sinistri richiesti al 31 dicembre 2020. Tuttavia, nella prossima Legge di Bilancio per il 2022, è prevista una nuova riforma delle pensioni che, tra le varie misure che il governo Draghi sta studiando per anticipare l’abbandono del mondo del lavoro per determinate fasce di pubblico, dovrebbe prevedere anche una proroga della Opzione Donna fino al 2022 ed anche un’ancora ipotetica stabilizzazione.

Opzione Donna dovrebbe essere una misura strutturale. La decisione di estendere la versione femminile fino al 2022 o la sua piena attuazione comunque verrà presa a fine mese. Entro il 20 ottobre, infatti, il governo deve presentare al parlamento un disegno di legge di bilancio contenente una manovra fiscale triennale che comprenda: un disegno di legge di bilancio ai sensi della normativa vigente;La Legge di Stabilità (precedentemente denominata Legge Finanziaria) che contiene le riforme.

Il testo della Legge di Bilancio 2022 sarà inviato all’Ue, che esaminerà la copertura finanziaria e il rispetto dei vincoli di bilancio e dovrà rispondere entro il 30 novembre. Quindi, il momento dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio è in linea con la fine del anno: deve essere rigorosamente approvato dal parlamento entro il 31 dicembre 2021, come ogni anno. Poi, nel mese di gennaio, il Governo potrà presentare i disegni di legge relativi alla manovra. Ricordiamo che per ora le regole per accedere alla Opzione Donna del 2021 stabiliscono che prima del 31/12/2020 hai soddisfatto i seguenti requisiti:

  • 35 anni di contributi, 7 anni in meno rispetto ai 41 anni e 10 mesi richiesti oggi per l’accesso al pensionamento anticipato;
  • L’età è di 58 anni per le lavoratrici e di 59 per le lavoratrici autonome, ovvero 9 e 8 anni in meno rispetto all’età attuale richiesta per la pensione di vecchiaia.

L’idea del governo è quella di cambiare la formula Opzione Donna trasformandola in una misura pienamente operativa, mantenendo requisiti molto simili a quelli attuali, accettando sempre di andare in pensione anticipata con un assegno interamente contributivo.