giovedì 26 maggio 2022

Assovetro: dal vetro per difendere il Pianete e la sua salute

La difesa dell’ambiente parte dalle abitudini quotidiane. Lo sa bene Assovetro – Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro. Di cosa si occupa e perché il vetro è così importante per la difesa dell’ambiente? un breve articolo dedicato a questa associazione amica dell’ambiente

L’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro – Assovetro  è un’associazione imprenditoriale di categoria, costituita alla sensibilità dell’articolo 36 del codice civile, aderente a Confindustria. Assovetro, escludendo il coinvolgimento delle proprie attività o di tutte le attività a scopo di lucro, ha per scopo quello di rappresentare il settore industriale degli imprenditori che fabbricano e trasformano il vetro, nei suoi differenti ambiti di fabbricazione e trasformazione, quali vetro float e derivati, derivati ​​lane e filati di vetro, vetro tradizionale, a mano e soffiato, trasformazione vetro e cavo piano. Essa rappresenta altresì le imprese che fabbricano lampade e display.

Ha una storia antica questo materiale che era già presente nell’era Preistorica e viene già raccontato nella “Naturalis Historia” da Plinio il Vecchio. Grazie alle lunghe navigazioni dei mercanti fenici, la nuova arte si diffuse lungo le coste del Mediterraneo, in Siria, a Cipro e soprattutto in Egitto, dove si produssero una grande varietà di oggetti usando un composto simile al moderno vetro fatto con carbonato di calcio. 

L’inerzia chimica, essenziale per il suo utilizzo come contenitore degli alimenti, consente di proteggere il contenuto anche dal rischio di infezione: il vetro supporta infatti tutti gli scomodi trattamenti di sterilizzazione (rispettivamente alla temperatura di 60°C e 120°C circa), disponendo di un contenitore completamente sicuro e sterile, che elimina ogni problema di conservazione degli alimenti. I contenitori di vetro possono essere riciclati all’infinito e sono durevoli. L’industria Europea del vetro oggi utilizza il 50% di energia in meno rispetto agli anni ’60, pari ad una riduzione dell’1.5% l’anno grazie all’aumento del riciclo, alle più efficienti tecnologie e alla leggerezza dei prodotti.