martedì 27 ottobre 2020

Buone notizie per chi deve pagare le cartelle esattoriali: saldo e stralcio

In cosa consiste la nuova manovra del Governo: “Saldo e stralcio”

La procedura di saldo e stralcio è una modalità di pagamento del debito che esiste da tempo, che si è diffusa solo negli ultimi anni a causa della crisi economica che ha colpito milioni di persone; Inoltre, la mancanza di informazioni al riguardo esclude la possibilità del suo utilizzo per molti.

Introdotto con il Decreto Legge n. 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, il saldo e stralcio delle cartelle è previsto per quei contribuenti che si trovano in serie e comprovate difficoltà finanziarie. Oltre alla riduzione degli importi dovuti, il saldo e gli annullamenti prevedono anche l’annullamento delle sanzioni e degli interessi.

Ricordiamo intanto che il Governo ha dato via libera ai pignoramenti dal 15 ottobre, per chi non ha pagato delle cartelle esattoriali. La manovra precedente aveva dato respiro a quegli imprenditori che durante l’emergenza sanitaria, non potevano affrontare ulteriori spese a fronte dei non guadagni causati soprattutto dal lock-down.

Cosa vuol dire limite di 1.000 euro di debiti per richiedere il saldo e stralcio

La legge prevede che i debiti fino a 1.000 euro, saranno calcolati comprensivi di capitale, interessi e sanzioni si dell’importo del singolo debito e non all’importo della cartella esattoriale.

Tre requisiti richiesti sono oggetto di stralcio:

  • il capitale di debito;
  • gli interessi, maturati per la registrazione tardiva a ruolo;
  • sanzioni pecuniarie derivanti da spese imposte all’Agente per la riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

Pertanto, il valore massimo si riferisce ai debiti residui, che includono capitale, interessi e sanzioni. D’altra parte, non include interessi di mora o commissioni di riscossione.

Chi può avere accesso al saldo e stralcio

Ricordiamo che il saldo e stralcio vengono applicati solo a persone fisiche e ad alcune tipologie di debiti che sono legati alle spese sostenute all’Agente della riscossione.

Si tratta di compensi derivanti da ritardi di pagamento dovuti per autoliquidazione basata su rendiconti annuali, compensi derivanti da contributi previdenziali dovuti dagli iscritti a fondi professionali o ai lavoratori autonomi INPS.