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Mondo del Lavoro

Come cambierà il reddito di cittadinanza il prossismo anno?

Di Antonia De La Vega
lunedì 19 Dicembre 2022 - 19:12
4 minuti di lettura
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Reddito di cittadinanza
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Il governo sta esplorando uno strumento di inclusione al posto del reddito di cittadinanza che invece è riservato alle famiglie vulnerabili: nuovi assegni per chi ha meno di 26 anni.
Nel breve termine, rafforzando il presidio sui percettori del Reddito di cittadinanza, nel corso del 2023 si realizzerà la riforma organica dello strumento con due obiettivi: da un lato, aumentare il sostegno alle fasce più deboli della popolazione, e dall’altro l’altra, Stimolare l’inserimento lavorativo Sono le strategie elaborate dal ministro del Lavoro, Marina Calderone, durante la presentazione delle linee guida del suo dicastero davanti alla Commissione Lavoro del Senato. L’intervento si è concentrato su diversi temi, tra cui la riforma delle pensioni, il rafforzamento delle politiche proattive attraverso il PNRR (con focus sull’apprendistato e sul sistema duale), e le azioni di tutela e sostegno dei giovani e delle donne, il tutto inserito e coordinato con un la revisione degli ammortizzatori sociali mirava anche a contribuire al ripristino della produttività industriale. Vediamo, nello specifico, cosa viene offerto in ambito RoC.

Riforma del reddito di cittadinanza

La Legge di Bilancio 2023 prevede una riduzione del personale RDK, che durerà 8 mesi dal 1° gennaio rispetto agli attuali 18 mesi, e introduce anche ulteriori restrizioni, come l’obbligo di seguire corsi di riciclaggio professionale per almeno sei mesi. Tutto questo prima di una riforma più organica dello strumento delineato dal ministro. L’obiettivo, più volte sollevato dal governo Meloni, è quello di rendere più efficiente l’ingresso dei cittadini per il reinserimento lavorativo.

Pertanto, nel 2023 sarà necessario creare uno strumento per sostenere la povertà e allo stesso tempo dedicarsi al lavoro. L’azione si svilupperà a partire dallo stretto coinvolgimento delle istituzioni locali, oltre che dall’ampliamento del campo di attori qualificati operanti nel campo della mediazione. Il ministro spiega:

L’intervento sarà valutato attraverso riforme parallele che istituiranno un nuovo reddito attivo inclusivo, che a sua volta sarà visto come una misura di sostegno al reddito e all’inclusione sociale della popolazione più svantaggiata e vulnerabile. Il potere esecutivo cerca di rinnovare “il sistema dei servizi sociali combinando queste misure contro la povertà assoluta nel contesto dell’inclusione e del progresso sociale”.

Il nuovo strumento di inclusione attiva, ovvero il nuovo RoC, dovrà rivolgersi ai nuclei familiari in stato di povertà, oltre che allargare la platea interferendo con le soglie attualmente definite dai criteri ISEE e le ulteriori condizioni patrimoniali previste.

Appare quindi chiaro che, da un lato, il Governo vuole potenziare gli strumenti per il reinserimento lavorativo, dall’altro vuole allargare la platea di chi ha diritto agli strumenti sociali, interferendo significativamente sui criteri di ingresso , nell’ambito della riduzione della categoria degli ammessi, già prevista nella Manovra 2023, e intanto continua a funzionare il Reddito di Cittadinanza, pur con i vincoli stabiliti dalla Legge di Bilancio. Calderone insiste sulla necessità di intensificare i controlli, aderendo anche alla linea già avviata dall’Inps. Il ministero, insieme all’ente previdenziale, “continuerà a svolgere campagne di due diligence sui beneficiari del reddito di cittadinanza, in particolare quelli sotto i 26 anni”.

In questo senso è stata modificata la Manovra, secondo la quale i giovani che non hanno completato la scuola dell’obbligo devono iscriversi a un nuovo corso per completare gli studi. L’iter parlamentare sulla Legge di Bilancio 2023 è ancora in corso, e il voto sugli emendamenti si chiuderà il 20 novembre, quando dovrebbe iniziare il dibattito alla Camera dei Deputati.

TAGGATO:lavororeddito di cittadinanza
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