domenica 01 agosto 2021

Contributi previdenziali a chi lavora nell’impresa di famiglia

Anche in un’impresa familiare, le persone che di solito svolgono un’attività in proprio devono provvedere a pagare i contributi previdenziali. Tuttavia, il titolare dell’impresa  è il responsabile del pagamento dei contributi dei propri dipendenti anche se appartenente al suo nucleo familiare. Come  si pagamento i contributi previdenziali in queste tipologie di imprese? Ci sono agevolazioni per un’impresa familiare?

I collaboratori e i coadiuvanti che lavorano in un’impresa familiare in modo costante e in prevalenza devono iscriversi alla gestione Previdenziale presso la quale è iscritto l’imprenditore. Ai fini dell’assistenza previdenziale  sono da considerati familiari coadiuvanti il ​​coniuge, i figli, anche adottati, i figli nati dal precedente matrimonio del coniuge, i parenti di terzo e secondo grado.

I contributi sono pagabili per dipendente sulla base dell’importo minimo annuo rivalutato e dei contributi in eccesso rispetto al minimo. Nelle imprese familiari legalmente costituite il calcolo si basa sulla quota di reddito dichiarata da ciascuno ai fini fiscali, mentre nelle imprese non familiari il titolare può destinare a ciascun socio una quota del reddito dichiarato ai fini fiscali per una quota complessivamente non superiore al 49%.

l titolare di un’impresa familiare è responsabile del pagamento delle quote e dei dipendenti per i quali può esercitare il diritto di rivalsa. I contributi sono trattenuti da coloro che lo hanno sostenuto. I contributi dei familiari non vengono versati se svolgono attività saltuariamente e non prevalente. L’occasionalità è da intendersi anche in via presuntiva: è il caso di familiari pensionati e di quelli che risultano essere impiegati a tempo pieno in altre attività.

Tuttavia, il coniuge e i figli, nonché i parenti, gli affini, gli affiliati ei tutori del datore di lavoro che siano anche da lui impiegati nell’attività lavorativa, sono soggetti all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, anche se lavorano saltuariamente e se la prestazione d’opera non è retribuita.