martedì 28 giugno 2022

Dal 2029 stop a caldaie autonome a gas. La decisione arriva dall’Unione Europea

Il segnale arriva forte e chiaro dall’Unione Europea che ha stabilito un cambio di rotta sulle fonti di energia e chiede la sostituzione delle caldaie a gas con le pompe a calore dal 2029 

Un nuovo divieto per la vendita delle caldaie a gas arriverà dal 2029. L’obiettivo è quello di  limitare i danno dovuto al cambiamento climatico  e di porre un freno ai danni di questi ultimi anni. Fra 7 anni quinti diremo definitivamente addio a caldaie autonome alimentate a gas. La Commissione europea ha già reso note le linee guida sul risparmio energetico relative al pacchetto RePower Eu, un piano da 210 miliardi per un’Europa più ecosostenibile. L’obbiettivo è quello di bandire le caldaie ed  introdurre quello che sono definiti “limiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi di per i sistemi di riscaldamento, che implicano il 2029 come data finale per l’immissione sul mercato di caldaie a combustibili fossili autonome”.

Gia dal 2025 le caldaie a gas saranno  declassate nelle etichette sulla performance energetica per disincentivarne l’acquisto e per invogliare a procedere con una sostituzione dell’impianto. La presenza in un immobile di una caldaia declassificata negativizza la classe energetica portando, svalorizzando la struttura stessa.

Questo cambiamento non è una vera e propria novità ma piuttosto l’introduzione di una data limite: nel Belpaese già  da anni le caldaie a gas non vengono installate sulle nuove costruzioni, previlegiando strumenti alternativi, a minor consumo di energia e meno inquinanti. Gli immobili moderni devono, infatti, sottostare a normative stringenti in ambito di energia, avendo anche l’obbligo di installare una quota di energia rinnovabile garantita solo dalle pompe a calore.

Stessa direzione anche per la Germania che  ha annunciato di recente, anticipando di poco il dettato europeo, il divieto di installazione di nuovi impianti di riscaldamento a combustibili fossili già dal 2025 .

Per spezzare la dipendenza dal gas russo l’Unione Europea dovrebbe raddoppiare il tasso di diffusione delle pompe di calore individuali nei prossimi 5 o 10 anni.