giovedì 26 maggio 2022

Dall’Europa arrivano 500milioni per l’agricoltura

Arrivano fondi europei a disposizione delle aziende agricole colpite dalle turbolenze provocate dalla guerra in Ucraina. Dei 500 milioni stanziate dall’UE in sostegno all’agricoltura, 48 milioni sono per l’Italia

L’Unione Europea promuove sostegni per  le aziende agricole colpite che sembrano già sentire il peso delle turbolenze nate  dalla guerra tra Russia e Ucraina. Gli aiuti predisposti dall’UE ammontano a  500 milioni di euro e una fetta di 48 milioninè predisposta per l’Italia.

Quali le motivazioni per la nascita di questo fondo rivolta al settore dell’agricoltura?  L’Europa è  un importatore netto di mangimi proteici e questa vulnerabilità, insieme ai fertilizzanti e ai rincari dell’energia da fonti fossili, sta mettendo a dura prova le imprese agricole, provocando rincari dei prezzi degli alimenti.

Gli Stati membri possono cofinanziare gli aiuti fino al 200% dell’ammontare messo a disposizione dall’Ue. Sia la Russia che l’Ucraina sono importanti produttori ed esportatori agricoli: la seconda pesa per il 10% del mercato mondiale del grano, per il 13% dell’orzo, per il 15% del mais ed è il principale produttore mondiale di olio di semi di girasole (oltre il 50% del mercato globale). La Russia, invece, conta per il 24% della produzione mondiale di grano, per il 14% di quella di orzo e per il 24% dell’olio di semi di girasole. L’Ucraina è un importante fornitore di grano per l’Ue e per la Cina, ma in Europa non ci sono rischi immediati per la disponibilità di cibo, anche perché il Vecchio Continente è un grande produttore ed esportatore netto di cereali: l’impatto si fa sentire nelle filiere produttive con l’aumento dei costi e con la rottura dei flussi commerciali.

Una guerra ormai nel 2021 non colpisce solo il luogo in cui  avvengono i bombardamenti. In un mondo interconnesso è impossibile pensare che un conflitto non abbia letali e impattanti conseguenze sul commercio, sull’economia, sulla produzione, sulla finanza generando un impoverimento che post covid non sembra davvero essere la scelta giusta per nessuno.