giovedì 26 maggio 2022

E dopo guerra e pandemia anche la peste suina

La Peste suina di origine africana arriva anche nella  Regione Lazio. A tre giorni di distanza dalla scoperta del primo caso, emessa l’ordinanza del governatore Nicola Zingaretti con le prime misure di regolamentazione per il contenimento.

Zingaretti fa  istituire una ‘zona infetta provvisoria’, ovvero una zona rossa, che sarà indicata anche da cartelli segnaletici, una  zona infetta di 65 chilometri quadrati da Casalotti ai confini con la via Salaria, sfiorando Città del Vaticano.

Anche il Comune di Roma Capitale dovrà quindi installare la segnaletica in ingresso alle zone coinvolte in casi di peste suina africana e, in modo limitata ti ai territori interessati nel perimetro dei Parchi coinvolti, in coordinamento con i rispettivi Enti di gestione.

Cosa prevede l’ordinanza? Occorre il  campionamento di carcasse o di cinghiali moribondi e dà mandato alle Aziende Sanitarie Locali competenti e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, secondo le specifiche competenze, di provvedere alla gestione ed allo smaltimento di tutte le carcasse ritrovate e dei cinghiali moribondi, secondo procedure di massima biosicurezza così come previsto nel Manuale delle emergenze da Peste suina africana in popolazioni di suini selvatici.

Inoltre nelle zone coinvolte sarà vietato dar da mangiare e avvicinarsi ai cinghiali e organizzare eventi o pic-nic o qualsiasi altro evento che preveda la presenza di persone. Il Comune di Roma dovrà anche provvedere a recintare i cassonetti dei rifiuti, “al fine di inibirne l’accesso da parte dei cinghiali e ad ottimizzare altresì il posizionamento dei cassonetti”.

Non ci si può nemmeno avvicinare ai cinghiali e disturbarli: il problema sorge, però, quando è l’ungulato a rincorrere e aggredire qualcuno, come successo pochi giorni fa alla Balduina a una donna di 43 anni a spasso col cane.

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