giovedì 22 ottobre 2020

L’Europa avrà la sua criptovaluta?

L’Unione Europea si prepara per entrare nel mondo delle criptovulute

Tutti abbiamo sentito parlare del Bitcoin e altre criptovalute, soprattutto nei tempi d’oro, ma ormai lontani (o almeno sembra che lo siano stati) e la loro valutazione è ben al di sotto dei massimi raggiunti tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Indipendentemente da ciò, l’entusiasmo per questi strumenti finanziari digitali non lo è diminuito del tutto.

Al contrario: Facebook, ad esempio, mira a creare una criptovaluta (Libra) che verrà utilizzata per i pagamenti e permetta di scambiare denaro tra gli utenti delle sue piattaforme. Anche la Cina è entrata a far parte del mondo delle criptovalute e probabilmente anche l’Europa potrebbe presto seguirla.

Gli obbiettivi della BCE

La Banca europea, infatti, ha emesso un documento in cui si afferma chiaramente che si sta lavorando per creare ed emettere l’euro digitale, anche se “il consiglio di amministrazione non ha ancora preso una decisione”. Come affermato nella descrizione del rapporto pubblicato sul sito web della BCE, “l’euro digitale può sostenere gli obiettivi dell’Eurosistema fornendo ai cittadini uno strumento di pagamento digitale sicuro in un mondo in rapida evoluzione”.

L’obiettivo, infatti, è creare una moneta digitale che i cittadini e le attività industriali dell’Unione possano utilizzare per effettuare pagamenti online. Ovviamente si tratterebbe di una moneta “parallela” all’euro fisico, che continuerebbe ad essere emessa, come avviene oggi. Insomma, uno strumento in più che permette di effettuare pagamenti online in totale sicurezza.

Il lancio della moneta digitale è previsto da ottobre

E nonostante quello che si potrebbe pensare, l’euro digitale potrebbe apparire prima di quanto si potrebbe pensare. Gli economisti di Eurotower hanno infatti deciso di accelerare il passo e il 12 ottobre saranno aperte le consultazioni pubbliche “per l’interazione con i cittadini, il mondo accademico, il settore finanziario e le agenzie governative”.

In effetti, come sottolinea il rapporto, l’euro digitale “deve essere progettato con cura” per evitare di creare uno strumento incompleto, o peggio, uno strumento insicuro; non solo per le finanze dei cittadini o delle aziende, in quanto, una criptovaluta di proprietà del governo che non è stata ben pensata può, infatti, minacciare la stabilità finanziaria e monetaria dell’intera zona euro.

In particolare, l’obiettivo è impedire che l’euro digitale diventi oggetto di speculazione finanziaria e che venga utilizzato più come strumento di investimento che come mezzo di pagamento.