Fermo amministrativo: in quali casi si può circolare?

Di Redazione FinanzaNews24 2 minuti di lettura
Wall Street

(Money.it) Il fermo amministrativo è un atto che blocca l’uso di un’auto come garanzia di credito a fronte di un debito non pagato all’Erario da parte del proprietario.

Nello specifico viene emesso dall’Agenzia delle Entrate Riscossione in caso di mancato pagamento di tributi, tasse o multe ricevute a seguito di violazioni delle norme del Codice della Strada.

Incappare nel fermo amministrativo è più facile di quanto di possa immaginare. Basta non onorare il pagamento dell’Irpef, dell’IVA o del bollo auto per rischiare il fermo della propria auto. La presenza di cartelle esattoriali non pagate funge quindi da deterrente all’uso di questo strumento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Se passati 60 giorni dalla ricezione della cartella non si provvede a saldare il debito riportato sulla stessa, l’Ente può autorizzare il fermo amministrativo dell’automobile per recuperare la liquidità spettante ai creditori.

Detto diversamente, a garanzia delle somme non pagate e dovute dal debitore si ricorrere al blocco dell’auto. Il proprietario non solo non potrà circolare su strada servendosi del veicolo sottoposto al fermo amministrativo ma sarà chiamato a rispettare altri divieti.

Pochi però sono a conoscenza del fatto che la circolazione su strada è ammessa in via eccezionale in casi particolari. Vediamo subito di quali si tratta, cosa comporta il blocco dei veicoli, cosa si rischia se si circola su strada e le varie sanzioni a cui si può andare incontro.

Fermo amministrativo: cosa non si può fare

Senza perdere altro tempo arriviamo subito al nocciolo della questione. Abbiamo già visto come il fermo amministrativo di un’auto non è un atto esecutivo ma inflittivo, a cui spesso e volentieri l’Agenzia delle Entrate Riscossione ricorre per indirizzare il debitore verso il pagamento del suo debito.

Ma cosa si può e cosa non si può fare quando scatta il fermo amministrativo? In verità, sono due le discipline che regolano l’atto. Da una parte troviamo l’Agenzia delle E


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