giovedì 02 dicembre 2021

Governo: il Superbonus sarà prolungato e Il reddito di cittadinanza resta

La nuova manovra prende forma con due novità importanti: prolungata la scadenza per il superbonus 110% e confermato il reddito di cittadinanza

Nel 2022 sono state confermate la quota di reddito di cittadinanza 2021 e la proroga al 2023 dei superbonus 100% e degli altri bonus edilizi, ad eccezione del bonus di facciata, che viene riassorbito con altri ‘rimborsi’ eccedenti.

Sono questi, secondo l’Adnkronos, alcune proposte che sarebbero emerse dalla  cabina di regia delle 16:30 organizzata presieduta dal Premier Mario Draghi dopo le consultazioni con la maggioranza avvenute stamane alle 9:30 per redigere il Documento programmatico di bilancio.

Nel documento di programmazione di bilancio poi destinato al Consiglio dei ministri sarebbero queste le novità emerse. Risorse aggiuntive erano state destinate per misure  a sostegno delle persone e delle attività post Covid, che, una volta tornati alla normalità, potrebbero non essere più necessarie e quindi destinate a usi differenti.

In particolare dovrebbe trattarsi d una cifra pari a 8.800 milioni di euro allocata alla prevista “partecipazione” alla manovra per rifinanziare il reddito dei cittadini. Entro il 2022, si prevedeva una tendenza di 7,6 miliardi, mentre ora erano previsti 8,8 miliardi, ovvero 800 milioni in più, secondo quanto riferito da fonti governative a Cdm. La stessa cifra, ovvero 8.800 milioni, potrebbe essere prevista per il 2023.

Stamane il mondo politico si é soffermato anche sulla necessità di un taglio alle tasse promosso dal Ministro dell’economia, Daniele Franco: una ‘sforbiciata’ delle tasse di 8 miliardi nella Manovra 2022 ed inoltre sempre da parte del Ministro la proposta secondo cui si andrebbe in pensione a 64 anni con 38 di contributi. Con l’abolizione della quota 100, entra in gioco la Quota 102 per le pensioni nel 2022, per poi passare a quota 104 l’anno successivo, nel 2023. Si andrebbe in pensione quindi sempre più tardi ma i sindacati mostrano il loro dissenso. La Cisl ribadisce la propria posizione: non è accettabile uno scalone con la fine di quota 100. È necessaria una flessibilità per accedere alla pensione a partire dai 62 anni di età.