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Lifestyle

Il 15 marzo un fiocchetto Lilla per far comprendere la sofferenza che c’è dietro un disturbo alimentare

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Il 15 marzo, in tutta Italia si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, un giorno in cui si pone l’attenzione su tutti i disturbi della nutrizione che colpiscono molte persone, tra cui troppi giovani e in questi ultimi anni di emergenza pandemica, sempre più giovanissimi

La Giornata del Fiocchetto Lilla è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione “Mi Nutro di Vita”  e poi in data 19 giugno 2018 è stata finalmente sancita dalla Presidenza del Consiglio e il 15 marzo è riconosciuto istituzionalmente come giornata nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione.

Un appuntamento che offre speranza a coloro che stanno ancora lottando e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare ovvero Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, EDNOS, e tante e nuove forme ancora. Nel Belpaese, in occasione di questa Giornata, vengono organizzati eventi di vario genere che possono essere consultati sul sito https://www.coloriamocidililla.com

In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di Disturbi dell’Alimentazione. Il numero è in continua crescita e sta costituendo una vera e propria epidemia sociale: il 95,9% sono donne, il 4,1% uomini. Soffrire di un DCA, oltre alle conseguenze negative sul piano fisico, comporta effetti importanti sull’agire sociale della persona penalizzando la qualità della sua vita, e nei casi più gravi, può condurre alla morte. I disturbi alimentari sono spesso associati ad altre patologie psichiatriche e possono provocare un’intensa sofferenza psichica, possono coinvolgere anche il corpo, con una serie di  complicanze fisiche. Tuttavia, solo una piccola percentuale di persone che soffrono chiede aiuto. E’ doveroso diffondere una corretta informazione sui  Disturbi dell’Alimentazione per facilitare la comprensione dei meccanismi psico-biologici che li favoriscono e diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso una rete assistenziale orientata all’individuazione precoce del disturbo, tramite l’attivazione di percorsi riabilitativi multidisciplinari specializzati. La tempestività nella diagnosi è fondamentale per il successo del trattamento.

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