venerdì 23 luglio 2021

Il lavoro minore è una realtà silenziosa e nascosta

Il lavoro minorile è un fenomeno sociale che si sviluppa soprattutto in quelle realtà  in cui il livello di scolarizzazione è basso e  in cui le ristrettezze economiche spingono alla ricerca di occasioni per aiutare a sostenere il reddito della famiglia. Continua ed è un fenomeno silenzioso

La vice ministra delle Infrastrutture e della Mobilità Teresa Bellanova, in occasione della Giornata Internazionale contro il lavoro minorile, che si celebra oggi porta alla ribalta una triste realtà che ha come focus il lavoro minorile: “I dati sull’abbandono scolastico ci raccontano un’altra verità. Ogni bambino che lavora è un banco vuoto a scuola. Non è sufficiente dire che nel nostro Paese il lavoro minorile è vietato per essere in pace e tranquilli con le nostre coscienze… I dati che emergono, drammatici oltre ogni dire, nel rapporto congiunto Organizzazione internazionale del lavoro e Save The Shildren inerenti al Child Labour e su quei nove milioni di bambini più a rischio a causa della pandemia interrogano tutti, e obbligano a più consapevolezza, più informazione anche sui prodotti che arrivano sui nostri scaffali e nei negozi, più azioni congiunte a livello internazionale, più politica”.

Nel nostro mondo industrializzato a volte infatti dimentichiamo le condizioni in cui sono costretti a lavorare alcuni bambini. Troppo spesso quando parliamo di “diritti dell’infanzia” dimentichiamo che nel mondo del sommerso le leggi non valgono, vale solo il profitto: Dove c’è abbandono dell’istruzione, carenza di educazione civica, sfruttamento minorile  si sono spesso condizioni molto problematiche di bambini e adolescenti.

“Sappiamo che dal 2016 il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni occupati in lavori a rischio, dannosi per la salute e lo sviluppo psico-fisico e morale, è aumentato e che la pandemia, non sconfitta soprattutto nei paesi più poveri, determinerà fame, esclusione, povertà, e dunque un aumento vertiginoso di lavoro minorile – continua l’esperta – …  Condivido pienamente l’appello ai Governi e alle Banche internazionali per lo sviluppo a dare priorità agli investimenti in protezione sociale e ai programmi che possano sostenere il diritto delle bambine e dei bambini alla formazione, all’inclusione, al gioco”.