giovedì 26 maggio 2022

Il ritorno del Covid: Italia seconda per nuovi contagi

Lo dice l’Organizzazione Mondiale della sanità. Il Belpaese di nuovo a rischio. Calo dei morti ma l‘Italia è seconda a livello globale per nuove infezioni: C’è a liveelo mondiale la diffusione di nuove sottovarianti di Omicron. Nel bollettino di oggi, 04 maggio 2022, in Italia ci sono  47.039 contagi e 152 morti.  Sono 335.275 i tamponi affettuati, tra molecolari e antigenici, e processati nelle ultime 24 ore che fanno rilevare un tasso di positività al 14%. Diminuiscono  i ricoveri arrivati a 9.614 e sono in leggera crescita le persone in terapia intensiva (371 persone).

L’Oms ribadisce anche  che “queste tendenze dovrebbero essere interpretate con cautela, poiché diversi Paesi hanno progressivamente modificato le loro strategie di test, con una conseguente riduzione del numero complessivo di tamponi eseguiti e dunque dei casi rilevati”.

Continua il diminuire dei casi e dei morti di Covid-19 a livello globale, a conferma di un trend iniziato a fine marzo. Ma dall’ultimo report settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità, enerme che: “nella settimana dal 25 aprile al primo maggio – saranno forse complici il ponte e gli incontri per festeggiare insieme in questi giorni di festa  –  sono oltre 3,8 milioni i nuovi contagi segnalati (-17% rispetto ai 7 giorni precedenti) e oltre 15mila i nuovi decessi (-3%), per un totale di oltre 500 milioni di casi confermati e oltre 6 milioni di morti registrati nel pianeta da inizio pandemia. Dall’ultimo report settimanale dell’OMS,  l’Italia è seconda a livello globale per nuove infezioni riportate e quinta per nuovi decessi, e rispettivamente seconda e terza in Europa per le due voci. Non tutte le regioni Oms hanno segnalato un andamento in discesa: complice la diffusione di nuove sottovarianti di Omicron, il numero dei nuovi casi settimanali è aumentato nella regione africana (+31%) e nelle Americhe (+13%), mentre il numero delle nuove morti è salito nella regione Sudest asiatico (+69%), principalmente a causa di un ritardo nella segnalazione dei decessi dall’India”.