venerdì 23 luglio 2021

Il tartufo nero non solo buono ma anche sano

Fragrante, delizioso, prezioso come un diamante: il tartufo, uno dei tuberi più amati al mondo. Chi lo mangia, ovviamente, pensa alla qualità e complessità del suo gusto e profumo, ma spesso non pensa alle proprietà nutritive che questo alimento offre.

I tartufi crescono spontaneamente nel terreno, accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, soprattutto querce e querce, con i quali formano un legame simbiotico. Ha un corpo carnoso detto “gleba” ricoperto da una corteccia protettiva detta “peridio”, liscia o rugosa, a seconda della specie e del mezzo di crescita, che è ricoperta di spore brunastre. L’interno invece è carnoso, di colore variabile dal brunastro al grigiastro, dal bianco al bruno scuro, e può essere venato.

Con le radici delle piante accanto alle quali crescono, i tartufi stabiliscono un rapporto in cui due organismi interagiscono nel proprio sviluppo, traendone reciproco vantaggio: la muffa produce spore che si moltiplicano e si impigliano nelle radici delle piante, dalle quali riceve la materia organica necessaria alla vita costituente il corpo fruttifero del tartufo (parte edibile). I tartufi sono poco calorici, 31 per 100 grammi, rispetto alla quantità che può essere consumata: d’altra parte, sono ricchi di alcune proprietà nutrizionali specifiche. Il tartufo ha una serie di effetti benefici che possono essere massimizzati conoscendo nel dettaglio le sue caratteristiche. Ciò che salta subito all’occhio è il suo alto contenuto proteico, motivo per cui viene anche chiamata “carne vegetale”. In particolare, i tartufi ti garantiscono:

  •  proteine: molto importanti per chi segue una dieta vegetariana, anche se non contengono tutti gli amminoacidi essenziali come nel caso degli amminoacidi di origine animale.
  • fibra: Aiuta a regolare le funzioni del tratto intestinale e dona una sensazione di pienezza.
  • sali minerali: la sua posizione fa si che essenzialmente il fungo li assorba direttamente dal terreno. In particolare, sono ricchi di potassio, che regola la funzione cellulare, la frequenza cardiaca, la funzione nervosa e il tono muscolare.
  • calcio:che favorisce la salute di ossa e denti, e fosforo, importante per la memoria e la produzione di energia.
  • buoni livelli di antiossidanti: Grazie ad essi il tartufo blocca l’azione dei radicali liberi e previene l’invecchiamento precoce.
  • ha proprietà elastiche. È in grado di stimolare la produzione di collagene e favorire la digestione. è povero di grassi, quindi è adatto a chi segue una dieta ipocalorica.

Al tartufo sono state attribuite fin dall’antichità le particolari proprietà afrodisiache: questa leggendaria proprietà sembra essere supportata da recenti studi scientifici che hanno individuato una discreta quantità di feromoni, sostanza simile al testosterone, tra i componenti del tartufo.

Un recente studio ha dimostrato che il tartufo ha ottime proprietà schiarenti grazie alla sua interazione con la melanina: è utile per gli inestetismi della pelle dovuti all’accumulo di melanina, ma sconsigliato per l’abbronzatura. L’Italia è il Paese che offre la maggior parte dei tartufi consumati nel mondo, soprattutto quelli costosi, sia bianchi che neri. La raccolta dei tartufi in natura non ha un periodo preciso, ma varia molto a seconda della specie: alcune specie si raccolgono da settembre a novembre, altre arrivano prima di aprile.

Allo stato spontaneo, un albero della foresta può produrre in media da 5 a 9 once di tartufi. Solo in casi eccezionali possiamo trovare più tartufi o tartufi molto grandi. Diventa una notizia quando viene trovato un tartufo che supera il chilogrammo.