venerdì 24 settembre 2021

Infrastrutture e Mobilità Green arrivano i fondi

Ammodernamento dei porti e aumento dell’efficienza (2,8 miliardi di euro dal 2021 al 2026), acquisizione di autobus a metano, idrogeno o elettrici per il trasporto pubblico suburbano e pendolare (600 milioni di euro), acquisto di treni elettrici o a idrogeno a servizio delle ferrovie regionali (500 milioni di euro )): Da qui si comincia a utilizzare le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a beneficio delle infrastrutture e della mobilità sostenibile in Italia

Il Ministro Enrico Giovannini ha firmato nei giorni scorsi tre decreti esecutivi con l’approvazione della Stato-Regioni-Autonomie locali  (per l’intervento portuale e l’acquisizione di autobus) e della Conferenza degli Stati e delle Regioni (per l’acquisizione dei treni regionali).  In questa fase le risorse sono sbloccate e dovranno essere utilizzate localmente attraverso opportuni investimenti. I 3 decreti del MIMS  infatti assegnano agli enti locali le risorse per interventi di ammodernamento ed efficientamento per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico.

Si ricorda che il MIMS (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile) è il primo destinatario delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Fondo di Complemento (61.000 milioni di euro) con progetti che comprendono 4 missioni sulle 6 del PNR: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e cultura,  Rivoluzione verde e transizione ecologica, Infrastrutture per la mobilità sostenibile e Inclusione e coesione.

  • Attività previste: rapida espansione e ammodernamento delle reti regionali; potenziamento di treni, battelli e autobus; sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; digitalizzazione per la sicurezza stradale e autostradale; lo sviluppo del ciclismo; migliorare la qualità degli alloggi e delle infrastrutture sociali; tutela delle risorse idriche.
  • Obiettivi: 56% di investimento nel Mezzogiorno (PNRR medio 40%); Altri 9 milioni di persone (6 milioni al sud) ricevono il servizio di treni ad alta velocità; riduzione delle emissioni di CO2 (3 milioni di tonnellate/anno), incidenti stradali (6.000 all’anno) e disuguaglianze territoriali nella disponibilità di ferrovie (-38%).

Un bel passo avanti per il Belpaese che sta scoprendo la sua anima Green e una possibile strada per un amobilità che non penalizza il turismo ma in grado di tutelare l’ambiente.