mercoledì 27 ottobre 2021

IRPEF, IRAP, IVA, IMU e Cuneo Fiscale per la Riforma 2022-2023

Il Governo presenta a grandi linee la Riforna Fiscale che sarà poi rese esecutiva dai decreti legislativi. Si procede su diversi capitoli che presenteremo sommariamente

Riforma IRPEF
Per quanto riguarda i principali capitoli della riforma, sul fronte IRPEF, l’obiettivo è ridurre le imposte sui redditi medi e medio-bassi, mantenendo la progressività e riducendo le variazioni delle aliquote marginali. In futuro sono previsti due interventi: la soppressione o riduzione del terzo livello di reddito per chi matura da 28mila a 55mila euro (attualmente l’aliquota IRPEF è del 38%) e l’ampliamento della zona franca, ovvero diciamo, il valore soglia al di sotto del quale non è necessario presentare le imposte sul reddito. In realtà, però, sebbene non ci siano dettagli su questi punti, il ministro Franco si è limitato a confermare che è prevista una riduzione delle aliquote medie e marginali.

Riforma IRAP
All’abolizione dell’Irap, imposta regionale sulle attività industriali, che almeno in parte deve andare all’IRES. Per la maggior parte delle imprese si tratta innanzitutto di una semplificazione (non pagheranno più l’Irap, ma aumenteranno l’Ires), mentre per le piccole imprese e il lavoro autonomo (non coperti da Ires) sarà un vero e proprio risparmio fiscale. . In ogni caso, il ministro Franco ha sottolineato che al momento non esiste una soluzione precisa, solo un accenno al raggiungimento di una soluzione per superare gradualmente la tassa.

Per quanto riguarda il discusso capitolo del Catasto, è prevista nel prossimo futuro una rivalutazione delle rendite vitalizie, che dovrebbero essere portate a valori prossimi a quelli di mercato. Draghi ha subito chiarito che l’aumento dell’imposta sugli immobili non è prevista. Il disegno di legge prevede l’aggiornamento del sistema di cartografia catastale – immobili non censiti, abusivi o edificabili, ma censiti come agricoli – e ulteriori criteri per la descrizione dell’immobile. E solo per questo ci vorranno cinque anni, cioè fino al 2026. Si prevede infatti anche di aggiornare il valore catastale al valore di mercato, ma anche qui senza aumentare le tasse.

Nessuna decisione è stata presa per modificare la tassa sulla casa. Per quanto riguarda l’IVA, è difficile prevedere una riduzione dell’imposta sul valore aggiunto, mentre è più probabile che avvenga una riorganizzazione, ovvero che l’aliquota per determinati beni o servizi cambierà. Il Parlamento sta cercando di semplificare l’attuale sistema con quattro aliquote (22, 10, 5 e 4%). Ripensare la struttura del tributo e facilitarne l’amministrazione sono priorità insieme alla lotta. L’evasione IVA è stimata in circa 30 miliardi di euro l’anno.

Imu: Semplificazione dell’IMU  fa parte della delega al governo. L’imposta sugli immobili, ora pagata allo Stato, diventerà anche imposta comunale.