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Isolamento ridotto a 5 giorni per asintomatici con test negativo e a 14 giorni con test positivo

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Dal rientro dalle vacanze stive si pensa al rischio di un nuovo boom di casi ma ci sono nuove regole per gestire i contagi. Aggiornate il 31 agosto le modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti in caso di COVID-19. Per l’autunno ci potrebbe essere e egualmente il rischio di una nuova ondata di contagi e nuove varianti da gestire anche grazie al flop delle quarte dosi ferme al 15% e con ed l’anno scolastico che si apre senza alcun rinnovo del vaccino per grandi e piccoli.

Cosa fare se asintomatico o cosa se sintomatici?

Per i positivi asintomatici da almeno 2 giorni l’isolamento può terminare dopo 5 giorni anziché 7, occorre però che il test sia negativo prima di uscire dall’isolamento, mentre in caso di test positivo si potrà uscire solo e soltanto dopo il 14esimo giorno dal primo tampone positivo (non c’è più il periodo dei 21 giorni) a prescindere dal risultato del  test.

A dettare le nuove regole è la nuova Circolare del Ministero della Salute datata 31 agosto 2022, secondo cui: “Per i casi che sono sempre stati asintomatici oppure sono stati dapprima sintomatici ma risultano asintomatici da almeno 2 giorni, l’isolamento potrà terminare dopo 5 giorni, purché venga effettuato un test, antigenico o molecolare, che risulti negativo, al termine del periodo d’isolamento. In caso di positività persistente, si potrà interrompere l’isolamento al termine del 14° giorno dal primo tampone positivo, a prescindere dall’effettuazione del test”. 

Cosa fare in caso di contatto stretto?

Rifarsi alle regole precedenti ed attualmente in vigore, ovvero:  scatta l’auto-sorveglianza con mascherina FFP2 al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno dall’ultimo contatto stretto ed anche test giornaliero fino al quinto giorno dall’ultimo contatto per gli operatori sanitari.

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Per il momento il quadro epidemiologico non sembra essere preoccupante anzi si registra una diminuzione dell’incidenza e un indice di trasmissibilità sotto la soglia epidemica, con una  diminuzione nei tassi di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva.

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