venerdì 27 maggio 2022

ISTAT: bilancio del III trimestre 2021 di famiglie e pubbliche amministrazioni

Arriva dall‘Istat la fotografia dell’indebitamento delle Pubbliche Amministrazioni e delle famiglie del terzo trimestre 2021. Per le famiglie cresce il reddito e anche i consumi ma non in modo proporzionale, cresce anche il potere d’acquisto. Negativa la situazione per le pubbliche amministrazioni. Per le società aumenta  la quota di profitto e scende il tasso di investimento

Partiamo dalla situazione delle famiglie del Belpaese. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di statistica: “Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti del 3,6%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’11,0%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento dello 0,6% del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie, il potere d’acquisto è cresciuto dell’1,2% rispetto al trimestre precedente”.

I dati qui espressi  relativi alle famiglie, come quelli relativi alle società che vedete qui di seguito,  sono presentati dall’Istat in forma destagionalizzata.

“La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,8%, è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,5%, è diminuito di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente”.

Particolarmente interessante é la fotografia dei dati delle pubbliche amministrazioni: i dati qui espressi per questa categoria sono commentati in forma grezza. Ecco i dati ISTAT relativi alle AP: “Nel terzo trimestre 2021 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al -6,2% (-9,8% nello stesso trimestre del 2020). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -2,9% (-6,4% nel terzo trimestre del 2020). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -2,0% (-4,2% nel terzo trimestre del 2020). La pressione fiscale è stata pari al 41,0%, in aumento di 2,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.”