sabato 02 luglio 2022

ISTAT e Mercato del lavoro: analisi del secondo trimestre 2022 in cui si registrano 120 mila occupati in più rispetto al 2021

Belle notizie dal mondo del “mercato del lavoro” che registra un incremento. Dal sito ISTAT si legge: “Nel primo trimestre 2022, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e del 6,7% rispetto al primo trimestre 2021; nello stesso periodo il Pil è cresciuto dello 0,1% in termini congiunturali e del 6,2% in termini tendenziali”.

Nei primi tre mesi del 2022 si registrano 120 mila occupati in più rispetto al quarto trimestre 2021 (+0,5%). Aumentano quindi i dipendenti a termine (+72 mila, +2,4% in tre mesi) e i dipendenti a tempo indeterminato (+33 mila, +0,2%) e degli indipendenti (+15 mila, 0,3). Per queste due voci una crescita più lenta ma comunque incoraggiante.

A diminuire anche il numero di disoccupati  ovvero -114 mila e quindi  -5,0% in tre mesi. Stessa sorte anche per gli inattivi dai 15-64 anni (-66 mila, -0,5%).

Dal Report dell’Istituto Italiano di Statistica si legge: “Rispetto a marzo 2022, i dati mensili provvisori di aprile 2022 segnalano la sostanziale stabilità del numero di occupati (-12 mila, -0,1%), un’ulteriore lieve diminuzione dei disoccupati (-17 mila, -0,8%) e l’aumento degli inattivi di 15-64 anni (+34 mila, +0,3%). I tassi seguono la stessa dinamica: nel trimestre, il tasso di occupazione 15-64 anni aumenta di +0,4 punti in termini congiunturali, raggiungendo il 59,7%, e i tassi di disoccupazione e di inattività 15-64 anni diminuiscono. Sui dati provvisori del mese di aprile 2022, il tasso di occupazione rimane stabile rispetto a marzo 2022, mentre alla lieve diminuzione di quello di disoccupazione (-0,1 punti in un mese) si associa la leggera crescita di quello di inattività (+0,1 punti). In termini tendenziali l’aumento dell’occupazione (+905 mila unità, +4,1% in un anno) coinvolge sia i dipendenti, a tempo indeterminato (+369 mila, +2,6%) e soprattutto a termine (+412 mila, +16,3%), sia gli indipendenti (+124 mila, +2,6%). In forte calo il numero di disoccupati (-415 mila in un anno, -16,0%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-846 mila, -6,1% in un anno). L’aumento tendenziale dell’occupazione si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+3,0 punti rispetto al primo trimestre 2021) che si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-1,9 e -2,0 punti, rispettivamente).

Le  imprese preferiscono però assumere personale dipendente ( aumento dell’1,2%): a tempo pieno (+1,3%) e a tempo parziale  (+1,1%).

L’aumento delle posizioni dipendenti continua, sempre a ritmi più sostenuti, anche rispetto al primo trimestre del 2021 (+6,2%); in questo caso l’aumento della componente a tempo pieno (+6,0%) è di poco inferiore a quella a tempo parziale (+6,2%).

Dal report precisazioni anche sul tempo lavorato e sul costo del lavoro: “Le ore lavorate continuano ad aumentare, in termini sia congiunturali (+1,2%) sia tendenziali (+5,8%), e prosegue anche la riduzione del ricorso alla cassa integrazione, che si attesta a 12,9 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti diminuisce di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e aumenta di 0,8 punti rispetto allo stesso trimestre del 2021. Il costo del lavoro per unità di lavoro rimane congiunturalmente invariato, quale sintesi di una lieve riduzione delle retribuzioni (-0,1%) e di un equivalente aumento degli oneri sociali (+0,1%). Su base annua, invece, il costo del lavoro si riduce dello 0,2%, per effetto della riduzione di entrambe le sue componenti (-0,2% le retribuzioni e -0,4% gli oneri sociali). Il calo lievemente più accentuato della componente degli oneri sociali si lega alla re-intensificazione degli interventi di sgravio contributivo messi in atto nel periodo successivo alla fase più critica della pandemia, particolarmente finalizzati ad alcuni settori economici.”