mercoledì 27 ottobre 2021

La crescita della domanda di lavoro e l’Italia

Quali sono le regioni dove c’è stata maggiore crescita della domanda di lavoro nei primi otto mesi del 2021? La crescita non é stata omogenea

Sebbene la domanda di lavoro sia aumentata meno al Centro-Nord che al Sud, il congelamento dei licenziamenti ha inciso sull’equilibrio occupazionale, soprattutto al Sud e nelle Isole.

Di seguito una sintesi dei dati più interessanti:

  • il Veneto è l’unica regione con un andamento della domanda meno favorevole rispetto al 2019, a causa delle significative perdite registrate dal settore turistico;
  • La Lombardia mostra dinamiche di crescita, trainate principalmente dalla provincia di Milano, mentre le tendenze sono contrastanti nelle altre province;
  • il saldo è positivo nelle province autonome di Trento e Bolzano e in Valle d’Aosta, nonostante la stagione turistica invernale non sia iniziata alla fine dello scorso anno;
  • anche in Piemonte il trend non è uniforme, viste le province orientali, che avevano meno posti di lavoro rispetto al 2019;
  • in Emilia-Romagna peggiorano le province di Parma e Piacenza.

I servizi sono tra i settori più dinamici in termini di occupazione, con il turismo che supera i livelli del 2019, anche se la ripresa è rimasta parziale nelle principali città (Roma, Milano, Venezia, Napoli, Firenze e Palermo, l’attivazione netta nel 2021 è inferiore a quella 2019.), seguito da commercio e tempo libero (arte, cultura, sport e tempo libero). Ma il settore ha continuato a crescere anche a luglio e agosto a un ritmo più veloce rispetto a prima dell’emergenza sanitaria: nei primi otto mesi del 2021 sono stati creati 138mila posti di lavoro, soprattutto nelle costruzioni (64.000 in più da gennaio 2021) e manifatturiero. A fine agosto ha registrato un saldo positivo di 65.000 posti di lavoro creati dall’inizio dell’anno.

Le occupazioni svolte dalle donne  mostrano segni di recupero: nei primi otto mesi le donne occupavano un terzo delle posizioni di lavoro create (108mila su 327mila), mentre quest’anno la quota è salita al 43% (361mila su 832mila).