lunedì 30 novembre 2020

Le Banche italiane a Piazza Affari tentano la risalita

Le azioni bancarie sono ancora nel mirino degli analisti di Piazza Affari. Dopo un avvio positivo, che ha permesso ai prezzi di recuperare alcune delle perdite del giorno prima, le azioni del settore sono state nuovamente obiettivo di vendite.

Solo la nuova raccomandazione dell’European Systemic Risk Board, che invitava le banche e le autorità assicurative a estendere la cancellazione di cedole almeno al 1 ° gennaio 2021, martedì 9 giugno, aveva riportato le quote delle banche in rosso intenso. Per quanto riguarda il cattivo scenario bancario, negli ultimi anni era stata adottata anche la “costituzione” di un’entità simile “a livello sovranazionale, un progetto che non era stato realizzato”, ricordano gli analisti di Equita. “Rispetto al passato, aggiungono, data l’eccezionale situazione che interessa tutti i paesi e, in particolare, i progressi registrati dalle banche in termini di convergenza verso standard comuni, le possibilità di questo progetto sono piuttosto elevate”. “Le notizie, affermano gli esperti, sarebbero ovviamente positive per il settore bancario, sebbene l’effettivo effetto positivo sui bilanci dipenda dai tempi della sua attuazione, che potrebbe essere molto più lungo del reale deterioramento dei bilanci bancari”.

In Intesa-Ubi, ancora non sciolto il nodo Antitrust

A un livello più specifico, in Piazza Affari, il braccio di ferro continua sulla questione Intesa Sanpaolo (ISP) in Ubi Banca. Ieri l’autorità ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione e che la “notifica dei risultati preliminari”, secondo la quale l’operazione non è attualmente approvata, contiene solo “valutazioni preliminari”.  L’istituzione dovrebbe assumere oltre 400-500 filiali di Ubi, un’operazione che la direzione della banca ha ripetutamente definito “strategica” e per la quale l’incontro ha già approvato un aumento di capitale fino a un miliardo. Tuttavia, l’attuale impasse rende più incerto l’esito dell’accordo, soprattutto perché l’eventuale espansione del perimetro da vendere per far fronte agli sforzi antitrust potrebbe tradursi in un esborso più elevato, sebbene limitato, di Bper.