venerdì 18 giugno 2021

Leucemia linfatica cronica: in arrivo un nuovo farmaco

La Lucemia Linfatica Cronica (LLC)  è la leucemia più diffusa nel mondo occidentale, per questa patologia é in arrivo un nuovo farmaco.

La  LLC é  tipica nell’anziano e colpisce  attorno ai 70 anni e solo nel meno del 15% dei casi viene diagnosticata prima dei 60 anni. Colpisce ogni anno circa 5 persone su 100.000 e l’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. In Italia le stime parlano di circa 1.600 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.150 tra le donne.

La leucemia linfatica cronica (LLC) è una neoplasia ematologica che comporta accumulo di linfociti nel sangue, nel midollo osseo e nei linfonodi e nella milza. I linfociti sono cellule del sistema immunitario che sorvegliano l’organismo e attivano le difese contro microorganismi o cellule tumorali. Nella LLC uno di questi linfociti (solitamente un linfocita B) subisce una trasformazione maligna e produce un clone linfocitario, cioè un insieme di un gran numero di cellule uguali tra loro che non rispondono più agli stimoli fisiologici e diventano immortali, continuando a riprodursi e accumularsi.

Contro la Leucemia linfatica Cronica arriva un nuovo farmaco in grado di avere effetti positivi e che consentirebbe un aumento della sopravvivenza senza un peggioramento della malattia. E’ quanto emerge dallo studio di fase III denominato Elevate-Rr. Grazie all’uso di acalabrutinib rispetto all’ibrutinib, farmaco attualmente utilizzato, ci sarebbe una maggiore sopravvivenza, minore progressione di patologia e un minor numero di eventi di fibrillazione atriale.

Uno dei maggiori ostacoli al trattamento dei pazienti con LLT, sono spesso una o più comorbidità di patologia, essendo pazienti di 70 anni. Trovare farmaci efficaci e tollerati per la gestione della malattia nel lungo termine, senza dover interrompere il percorso terapeutico  è complicato spiega Paolo Ghia, docente di Oncologia Medica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele: “I risultati dello studio Elevate-Rr confermano il potenziale di acalabrutinib in termini di controllo della malattia per i pazienti con leucemia linfatica cronica che hanno già affrontato una prima linea di trattamento.Disporre di un’opzione terapeutica efficace e meglio tollerata rappresenta un’ottima notizia per i clinici e per gli oltre 3.000 pazienti in Italia che ogni anno ricevono questo tipo di diagnosi”.