venerdì 07 maggio 2021

Lo spread e i 10 anni sulle montagne russe

AGI – Era l’estate del 2011 quando gli italiani hanno conosciuto lo spread. C’era il governo Berlusconi IV, a luglio era stata approvata la manovra correttiva da 24 miliardi di euro con la quale il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si era impegnato a raggiungere il pareggio di bilancio tre anni dopo, nel 2014. Non bastò a rassicurare i mercati europei scossi dalla crisi dei debiti sovrani. In 5 giorni il differenziale tra il Btp decennale e l’omologo Bund tedesco toccò 112 punti base. La fiducia degli investitori sulla capacità dell’Italia di ripagare i propri debiti cominciava a traballare. Oggi è sceso sotto la soglia dei 100 punti, ma ci sono stati periodi in cui abbiamo ‘veleggiato’ spediti verso i 600.

La lettera di Trichet a Berlusconi

Altra data cruciale nella storia dello spread italiano è quella del 5 agosto. E’ il giorno della lettera del presidente della Bce, Jean Claude Trichet, e del governatore di Bankitalia Mario Draghi al governo italiano, in cui venivano indicate una serie di misure urgenti e riforme strutturali per uscire dalla crisi finanziaria. A Berlusconi e Tremonti viene chiesto tra le altre cose di anticipare il pareggio di bilancio al 2013. Quel giorno lo spread batte un nuovo record e sfiora i 400 punti base.

Il G20 di Cannes

I primi di novembre sono i giorni del G20 di Cannes durante il quale l’Italia, di fatto, viene commissariata. Roma verrà posta sotto un monitoraggio fiscale del Fondo monetario internazionale e della Commissione Ue che controlleranno i progressi nel risanamento dei conti pubblici.

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