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Ma il nostro conto in banca quanto ci costa?

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Un conto corrente, principale strumento di gestione del denaro, consente di depositare risparmi e utilizzare servizi bancari come buste paga e credito pensione, bonifici elettronici, addebiti diretti e addebiti diretti su conto.

Poiché consente le transazioni, l’attività bancaria è classificata come conto di pagamento. Ma ovviamente ci sono dei costi da sostenere. Da uno studio del costo dei conti correnti condotto dalla Banca d’Italia emerge che nel 2021 il costo di gestione di un conto corrente è passato da 3,8 euro a 94,7 euro.

Quanto costa un conto corrente

Per ogni conto corrente sono previste commissioni fisse e costi variabili. I primi sono quelli che devono essere supportati per aprire un conto, i secondi sono quelli il cui importo dipende dal numero di transazioni effettuate.
Per fare qualche esempio, nell’elenco delle spese di conto troviamo le tasse di bollo, le spese di transazione dai bonifici ai prelievi, l’addebito diretto dei conti e l’emissione di assegni, le carte di debito, gli estratti conto, l’invio di messaggi (cartacei) alle spese di scoperto e le chiusure periodiche o spese di liquidazione.

Quanto costa gestire un conto corrente?

Nella sua indagine, Banca d’Italia rileva che su una media di 94,7 euro sono aumentati sia i costi fissi che quelli variabili, che rappresentano rispettivamente il 73,4 e il 26,6% dell’incremento totale. Si è invece leggermente ridotta la commissione di accantonamento (MDF) applicata ai contratti di finanziamento in conto corrente, passando dall’1,8% all’1,7% del finanziamento concesso. La Commissione unica di indagine rapida (CIV) per scoperti e scoperti è stata ridotta da 18,9 EUR a 16,9 EUR. Nel 2021 il costo di gestione di un conto postale è stato di 58,0 euro, 5 euro in più rispetto all’anno precedente.

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Come risparmiare denaro con un conto online

Si osserva una crescita per i conti online da 21,5 a 24,3 euro. Come ricorda Nazionale, la spesa su questi conti è ancora significativamente inferiore a quella sui conti “fisici”: il gap di spesa è di 70,4 euro (69,4 euro nella precedente rilevazione).
A rendere più convenienti i conti online è il minor costo delle commissioni base, che dipende da due fattori: una minore percentuale di clienti obbligati a pagare le commissioni (54,4% dei clienti online contro il 71,4% di quelli tradizionali) e una base commissionale di minore eguale importo fino al 32,7% dei conti condizionati.

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