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Investimenti

Nel 2022 cambia il volto del risparmiatore italiano: consigli su cosa fare nell’incertezza

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Per contrastare gli imprevisti della vita, l’ancora di salvezza è sempre stata il risparmio ma  oggi qualcosa è cambiato. Oltre al risparmio, tra l’altro, è anche possibile reinvestire parte del capitale accumulato per convertirlo nel tempo in reddito.

Il risparmio è un punto di partenza ragionevole per investire ma non il punto di arrivo

Che tu investi in azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, metalli preziosi, immobili, piccole imprese o una combinazione di tutti questi, l’obiettivo è costruire liquidità. Cosa significa investire oggi? Risparmiare significa risparmiare il denaro di oggi per domani, investire significa utilizzare il denaro per rendimenti a lungo termine potenzialmente più elevati. Investire, quindi, significa disporre di strumenti che ti permettano di controllare la tua sicurezza finanziaria, aumentare il tuo patrimonio e, se necessario, ricevere entrate aggiuntive legate alla pensione.

Considerando anche il momento storico che stiamo vivendo con un’inflazione che ha raggiunto livelli esorbitanti, uno dei modi per ottenere rendimenti “reali” nel lungo periodo è investire in asset che non solo hanno la capacità di fornire rendimenti più elevati, ma offrono anche il potenziale di crescita del capitale.

Tuttavia, investire significa anche sapere quali sono gli strumenti migliori per i tuoi obiettivi. Esistono infatti diverse tipologie di investimento: azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, beni rifugio, prodotti di investimento assicurativo (quali, ad esempio, le polizze rivalutate, le cosiddette linked e le polizze di capitalizzazione, ecc.). Ognuno di loro ha le sue caratteristiche.

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Le decisioni di investimento più comuni

In generale, ci sono una serie di strumenti che potrebbero essere adatti per investire i tuoi soldi, ognuno nella propria area:

  • bancario e finanziario (azioni, depositi, ETP, fondi comuni di investimento, obbligazioni, PIR, titoli di Stato),
  • polizze assicurative
  • previdenza sociale (fondi pensione e PIP)
  • Conti di deposito e fondi comuni di investimento

Tra le soluzioni di investimento più comuni troviamo depositi a risparmio, bancari o postali, in cui il denaro viene depositato presso una banca/posta, che si impegna a restituirlo a richiesta. Un conto di risparmio è anche noto come conto di deposito. Tradizionalmente, un libretto è un documento che registra tutte le tue transazioni: prelievi e depositi. Tra le soluzioni più comuni troviamo anche fondi di investimento, veicoli di investimento gestiti da società di gestione del risparmio (SGR) che raccolgono gli importi di più depositanti e li investono, come un unico asset, in asset finanziari (azioni, obbligazioni, governo, ecc.) o nel settore immobiliare, seguendo regole volte a ridurre i rischi.

Titoli di Stato, BTP e azioni

Chi ha più dimestichezza con il linguaggio finanziario può prendere in considerazione l’idea di investire in titoli di Stato, titoli regolarmente emessi dal Ministero dell’Economia. Con il suo lancio, il Ministero delle Finanze offre ai cittadini che desiderano utilizzare i propri risparmi una serie di opportunità di investimento. Le tipologie sono numerose e hanno durate diverse, ad esempio per soddisfare diverse esigenze di investimento a seconda del rendimento atteso nell’orizzonte temporale. Questa forma di investimento prevede anche pagamenti periodici di interessi a date prestabilite (cedole).

Con i titoli di Stato hai il vantaggio di poterli rivendere facilmente (prima della scadenza) sui mercati regolamentati (come il mercato azionario), a condizioni prestabilite e in un ambiente completamente trasparente. Oggi il rendimento del BTP decennale ha raggiunto il livello del 2013, attestandosi al 4%. Questo balzo è trainato dalla politica adottata dalla BCE, con i rialzi dei tassi adottati negli ultimi mesi ancora contemplati e anche di breve termine.

Infine, i più esperti possono considerare di investire i propri risparmi in azioni. Questo è sicuramente un modo meno “conservatore” di investire denaro, poiché si sceglie un prodotto finanziario il cui valore è correlato alla performance della società che ha emesso le azioni: se la società realizza un profitto e paga dividendi, allora il valore del tuo investimento è destinato ad aumentare; ma se l’azienda va male, il valore dell’investimento diminuirà sicuramente.

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Si tratta quindi di un’opzione che non ha lo scopo di tutelare il capitale, ma di farlo fruttificare, con tutti i rischi che questo comporta e con la consueta strategia di diversificare il portafoglio e assicurare la maggior parte degli asset per ridurre al minimo il rischio di perdita poi insostenibile.

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