mercoledì 01 dicembre 2021

Occorre accelerare su digitalizzazione del Ssn

Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio, relazionando  al convegno “Accelerare la sanità Digitale” afferma: “Dopo Covid accelerare su digitalizzazione del Ssn, il fattore tempo è determinante, ora utilizzare fondi del PNRR e collaborare con Garante Privacy‘”

Promosso e organizzato a Roma da Dedalus in partnership con The G20 Health & development partnership,  Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio, afferma: “Questa pandemia ci ha insegnato che il fattore tempo è fondamentale per cui noi dobbiamo correre e proseguire velocemente in tutti i percorsi di digitalizzazione. Dobbiamo utilizzare al meglio i fondi del Pnrr, occorre un grande coordinamento anche a livello nazionale e un migliore equilibrio e rapporto con l’Autorità Garante della Privacy, perché l’elemento della privacy molte volte rappresenta un freno. Queste sono le condizioni per andare avanti velocemente nel percorso di digitalizzazione del sistema sanitario regionale. Come Regione Lazio  abbiamo sempre cercato di correre più velocemente del virus e lo dobbiamo fare anche in questa fase. Le condizioni oggi ci sono, la gran parte della popolazione ha avuto accesso al Fascicolo sanitario elettronico, la stragrande maggioranza dei medici condivide un’applicazione operativa che consente di dialogare con i sistemi sanitari e la totalità dei nostri Pronto soccorso sono collegati in rete. Le condizioni ci sono, dobbiamo solo mettere il piede sull’acceleratore.

D’amato si sofferma anche sul dialogo tra pubblico e privato: Secondo l’Assessore questa interconnessione permette la sostenibilità economica, sociale e ambientale del sistema socio-sanitario nazionale.

Quando il sistema Paese si unisce mettendo insieme le migliori energie del pubblico e del privato io credo possiamo essere tra le motrici del treno. Se oggi l’Italia ha il più alto tasso di copertura vaccinale contro Covid-19 in Europa e nel mondo, dimostra che insieme ce la possiamo fare. Ma sulla digitalizzazione dei sistemi sanitari non possiamo indugiare, il tempo è ora”.