giovedì 02 dicembre 2021

Pagamento pensioni novembre 2021

In un momento in cui si parla tanto di Riforma delle Pensioni e in cui si verifica la possibilità che ci si possa dirigere verso la quota 102 o la quota 104  in sostituzione della quota 100 ovvero della Riforma Fornero

Il pagamento delle pensioni di novembre 2021 comincia da lunedì 25 ottobre, come comunica Poste italiane, ricordando che in continuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di evitare assembramenti, il pagamento delle pensioni in contanti avverrà secondo la seguente turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento: i cognomi dalla A alla B lunedì 25 ottobre; dalla C alla D martedì 26 ottobre; dalla E alla K mercoledì 27 ottobre; dalla L alla O giovedì 28 ottobre; dalla P alla R venerdì 29 ottobre; dalla S alla Z sabato mattina 30 ottobre. Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i carabinieri.

Le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane pertanto, ciascuno è invitato ad indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle vendite aperte al pubblico.

Le risorse per la Riforma Pensioni  saranno di un miliardo e mezzo, come definito nel Dpb. Ci dialoga sull’idea di una transizione in 3 anni, più lunga di quella proposta dal Mef all’ultima cabina di regia. Questo permetterebbe di ammorbidire l’uscita da Quota 100 passando per Quota 102 nel 2022, Quota 103 nel 2023 e Quota 104 nel 2024. Non é ancora nulla deciso intanto sono critici sindacati e diverse forze politiche.