martedì 26 ottobre 2021

Pensioni: Guida all’Opzione donna 2022

A breve arriverà la nuova riforma delle pensioni, che probabilmente vedrà tra le sue misure chiave la stabilizzazione dell’Opzione Donna, che finora funge da misura sperimentale.

Vediamo quindi quali sono i requisiti per accedere a questa forma di anticipo pensionistico, che consente alle donne lavoratrici di andare in pensione con requisiti di accesso molto più favorevoli delle normali regole, e come le regole potrebbero cambiare dal 2022. Anche se ora sembra chiaro che l’Opzione Donna diventerà una misura a regime a partire dal prossimo anno, infatti fino ad ora, fino a quando la norma non diventerà strutturale per effetto della riforma delle pensioni del 2022, l’opzione resta applicabile fino al 31 dicembre 2021.

I seguenti requisiti per il 31/12/2020 sono

  • 35 anni di contribuzione, ovvero 7 anni in meno rispetto ai 41 anni e 10 mesi richiesti oggi per accedere al prepensionamento;
  • età anagrafica pari a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e di 59 anni per le lavoratrici autonome, ovvero 9 e 8 anni in meno rispetto all’età attualmente richiesta per il pagamento delle pensioni di vecchiaia

L’idea del governo è quella di cambiare la formula  rendendola una misura pienamente operativa. Il disegno di legge è c. 2904 e modifica, ma senza stravolgerlo radicalmente, l’articolo 16 del D.Lgs. 4/2019, norma che è stata prorogata l’ultima volta, e introduce anche alcune novità sul calcolo dei contributi, che deve essere completo, cioè senza arrotondamenti .

Pertanto, per l’Opzione Donna del 2022 e oltre, i requisiti dovrebbero rimanere molto simili a quelli attuali:

  • accumulare contributi per 35 anni;
  • essere la stessa età che si rinnova ogni anno, probabilmente anche in base alla speranza di vita;
  • in possesso dei requisiti per accedere alla versione femminile entro il 31 dicembre di ogni anno.

L’Opzione Donna può essere attuata dalle lavoratrice con questi requisiti, sia pubblici che privati, che, scegliendo questo tipo di previdenza sociale, accedono al prepensionamento con un assegno calcolato interamente sulla base del sistema contributivo. Ricordiamo che in merito alla riforma delle pensioni del 2022, che dovrà convergere nella prossima manovra del 2022, diverse proposte sono state avanzate durante l’esame della Commissione Lavoro della Camera. Oltre ad adottare un approccio strutturato alla versione femminile, altre sono le idee di cui si discute:

  • requisiti ridotti per l’accesso alle cure per le madri lavoratrici o per i padri single (un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di 3-5 anni);
  • l’introduzione di una pensione di garanzia contributiva, che garantisce ai giovani un’indennità minima se i contributi versati sono insufficienti a raggiungere i 660 euro mensili;
  • pensione con pagamento dei contributi per 41 anni indipendentemente dall’età (41 rate);
  • conferma e rinnovo dell’APE Sociale
  • una pensione con 62 anni a e 35 anni di contributi, un assegno di almeno l’1,5% dell’importo delle prestazioni sociali e una riduzione progressiva dell’importo della pensione a 66 anni.