giovedì 02 dicembre 2021

Per sempre addio alla quota 100

Per la quota 100 è il momento di dire addio, è andata in pensione. Il governo sta lavorando alla riforma delle pensioni nella manovra 2022.

Una proposta per convertire la quota di 100 in quota 102 nel 2022 e quota 104 nel 2023 non ha convinto i leghisti. Secondo Matteo Salvini occorre assestarsi sulla quota 102 e prestare un’attenzione particolare ad alcune categorie di lavoratori, come i precoci o impiegati in aziende con meno di 15 dipendenti. La Lega in Consiglio dei ministri ha espresso martedì “riserva” sulle decisioni che si intende intraprendere. La bozza di bilancio per gli interventi previdenziali prevedeva 1,5 miliardi di euro in tre anni: una cifra che lascerebbe poco spazio all’immaginazione su vie di uscita praticabili, tra l’altro si tratta di un passaggio a 103 in due anni, una decisione è stata confermata nelle ultime 24 ore.

Mari Draghi afferma: “Il destino di Quota 100 è oggetto di discussione della legge di bilancio, che presenteremo la settimana prossima. Io ho sempre detto che non condividevo Quota 100: ha una durata triennale e non verrà rinnovata”, ha detto il presidente del Consiglio rispondendo ad una domanda a Bruxelles, nella conferenza stampa successiva al Consiglio europeo. Quello che occorre fare ora è assicurare gradualità nel passaggio alla normalità. Occorre essere graduali. I dettagli verranno resi noti nel corso della legge di bilancio”.

Il Ministro Orlando dichiara: “Mi pare che il presidente del Consiglio abbia già risposto, quota 100 si tocca e io credo che sia anche un bene che si tocchi perché penso che i numeri ci dicano che al suo interno aveva delle distorsioni che andavano affrontate”, ha fatto eco da Napoli il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Le “distorsioni” citate da Orlando sono “il trattamento uguale a situazioni diverse, sono andate in pensioni prevalentemente i dipendenti di grandi imprese e pubblico impiego, e il fatto che il 70% degli utilizzatori sono stati uomini. Queste due cose vanno corrette, accettando una graduale uscita che quota 100 ha rappresentato”.

Gli esponenti della Lega affermano: “La Lega lavora ad una mediazione ragionevole, che potrebbe essere quota 102 con strumenti per consentire la pensione ad alcune categorie specifiche come i lavoratori precoci o per quelli di imprese sotto i 15 dipendenti. La Lega è tendenzialmente favorevole a fondi da destinare direttamente ai lavoratori per consentire loro e non all’azienda una libera scelta sulla propria pensione”.