giovedì 26 maggio 2022

Previdenza INPGI diventa INPS

Arrivano novità per i giornalisti, professionisti, i pubblicisti e i praticanti iscritti all’Albo e titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistice per tutti coloro iscritti INPGI. Da luglio 2022 c’è un cambiamento importante per l’ente di previdenza, ora diventa INPS, limitatamente alla gestione sostitutiva.

La decisione è nata perché da anni l’Inpgi, ente di previdenza per i giornalisti, ha letteralmente i conti in rosso a causa anche della crisi dell’editoria ma soprattutto per regole pensionistiche più generose rispetto a quelle generali. La decisione è stata del governo Draghi che, tuttavia, non ha chiuso l’istituto, e non ha incluso nel cambiamento le attuali pensioni e ha lasciato fuori dell’Inps, il fondo (Inpgi 2) dei giornalisti che svolgono lavoro autonomo.

Si legge dal sito INPS in una nota informatica del 04 maggio 2022: “La legge di bilancio 2022 ha disposto che la funzione previdenziale svolta dall’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” (INPGI), è trasferita all’INPS dal 1° luglio 2022, limitatamente alla gestione sostitutiva. Dal 1° luglio 2022, quindi, sono iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti:

  • i giornalisti professionisti, i pubblicisti e i praticanti iscritti all’Albo, titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica;
  • i titolari di posizioni assicurative e i titolari di trattamenti pensionistici diretti e ai superstiti già iscritti – alla data del 30 giugno – alla gestione sostitutiva dell’INPGI.

Con il messaggio 4 maggio 2022, n. 1886 l’Istituto informa che è stato implementato il servizio Prestazioni pensionistiche – Domande per consentire ai soggetti interessati di inviare le domande di prestazioni pensionistiche che saranno liquidate dall’INPS.

La soluzione  individuata ha subito molte critiche perchè in definitiva di è spostato il problema degli iscritti dall’Inpgi all’Inps, spostando  il costo della previdenza dei giornalisti  da una cassa previdenziale privata a una a carico dello Stato.
Inoltre durante tutti questi anni l’Inpgi si è fatta carico di tutto il costo delle ristrutturazioni aziendali e degli ammortizzatori. E questi sono soldi che lo Stato ha risparmiato. Cosa accadrà se il mondo dell’editoria subirà ancora chiusure?