Pubblica amministrazione e la rivoluzione dello smart working

Di Valentina Ambrosetti 2 minuti di lettura
smart working

Lo smart working è stato una valida modalità di lavoro durante il covid-19: è giunto ora il momento di renderlo uno strumento valido, moderno ed utile per la pubblica amministrazione. La proposta di rivoluzione arriva da Renato Brunetta e Michele Tiraboschi in un paper dedicato al tema.

Come rendere lo smart working uno strumento utile, partendo dalla Pubblica amministrazione: sul tema si  confrontano Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, e Michele Tiraboschi, professore ordinario di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia, nel working paper “Lavoro agile: una rivoluzione che parte dalla Pubblica amministrazione” pubblicato sul Bollettino Adapt.

Dal paper, che analizza la nuova disciplina quadro e il passaggio verso la regolazione dello smart working nella contrattazione collettiva, si legge:

“La conclusione del percorso che ha preso avvio il 10 marzo 2021, con la sottoscrizione tra Governo e sindacati del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, mostra la presenza di un disegno ben ponderato per accompagnare e agevolare in modo sostenibile la transizione dal lavoro agile emergenziale (poco più di un lavoro domiciliare forzato) a un moderno smart working anche nella Pubblica amministrazione: Le Linee guida in materia di lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche – definite lo scorso 30 novembre e ora oggetto di confronto in Conferenza unificata per la loro definitiva approvazione – rappresentano la cifra concreta del più generale processo di trasformazione della Pubblica amministrazione e, al tempo stesso, un chiaro segnale di come il lavoro pubblico possa davvero rappresentare un tassello non marginale e non in controtendenza rispetto alle grandi trasformazioni in atto per ripensare il lavoro nel nostro Paese”.

I due autori affermano: “In questo modo la contrattazione nella Pubblica amministrazione e le stesse amministrazioni potranno rendersi protagoniste di un percorso di cambiamento del lavoro e dell’economia, anticipando quanto il privato ancora non riesce a fare”.

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