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Mercati italiani

Report Settimanale Borsa Italiana: una vera e propria altalena da lunedì 20 giugno al 24 giugno 2022

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Una settimana, quella appena trascorsa e la terza del mese di giugno,  ricca di alti e bassi per Milano. Iniziata con il rialzo della seduta del 20 giugno in cui Piazza Affari è ritornata a quota 22 mila punti dopo la “maglia nera” delle sedute precedenti, la settimana è terminata con un altro rialzo, quello del 24 giugno. Milano chiude la settimana con  con un indice FTSE MIB a +2,33%  e a 22.119,20 punti con un incremento di 504.2 punti.

Migliore seduta sicuramente quella di venerdì 24 giugno dove Milano ha segnato 22.119,20punti. Dati un pò tristi se consideriamo che nello stesso periodo ma nel 2021 Milano era giunta a 27.346,83.

Protagonista della settimana sicuramente Saipem,  leader mondiale tra i “turn key contractor” dell’industria petrolifera. Nell’attesa di una rivalsa per  il progetto del terminale GNL di Nong Fab, in Thailandia,  ovvero il  secondo terminale di ricezione di GNL costruito localmente da PTT LNG Company, una filiale del Gruppo PTT, compagnia energetica nazionale thailandese, il titolo perde percentuali importanti nella Borsa italiana. Dal 21 giugno è iniziato per il titolo un vero e proprio picco in discesa , infatti nella seduta di martedì e in quella di ieri ha perso più del 21%. Intanto il 27 giugno 2022 tre società quotate in  Borsa Italiana staccheranno il dividendo: si tratta di Unieuro (segmento STAR), Greenthesis (ex Ambienthesis, Euronext Milan) e Digitouch, quest’ultima quotata all’Euronext Growth Milan.

Settimana di alti e bassi anche per il petrolio europeo: Il Brent che nel primo pomeriggio  della seduta del 22 giugno è giunto anche 108 euro al barile per poi chiudere la settimana a + 2.77% e a 113 euro al barile.  Sul tema dell’ inflazione, intanto, è intervenuta la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel corso dell’Eurosummit ha detto: “anticipiamo che un graduale ma sostenuto percorso di ulteriori aumenti dei tassi di interesse sarà appropriato. In linea con il nostro impegno per il nostro obiettivo di medio termine del 2%, il ritmo con cui adegueremo la nostra politica monetaria dipenderà dai dati in arrivo e da come valuteremo l’andamento dell’inflazione a medio termine. La Bce deve usare la flessibilità per garantire una corretta trasmissione della politica monetaria” tra i Paesi dell’Eurozona ed “evitare un rischio di frammentazione”.