sabato 02 luglio 2022

Reti 5G superiore alla media UE ma l’Italia é lenta nella corsa contro il digital divide

Secondo l’Osservatorio 5G della Commissione Ue la copertura 5G nel nostro Paese è del 99,7% rispetto alla media europea del 64%, ma questo dato non riesce a rendere l’Italia competitiva nell’eliminazione del digital divide

L’Italia è al primo posto della classifica dell’Unione Europea per la copertura della rete 5G, registrando il più grande aumento degli ultimi mesi. Lo evidenzia l’ultimo rapporto pubblicato dall’Osservatorio 5G della Commissione Ue, a marzo 2022 la copertura nel nostro Paese è del 99,7% rispetto alla media della popolazione Ue del 64% (sebbene si raggiunga una parte importante utilizzando nuovamente il spettro 4G). Rispetto al trimestre precedente, tra l’altro, i paesi dell’UE hanno lanciato servizi commerciali 5G in almeno una parte del territorio.

Tuttavia, nel Belpaese, una delle due gare di copertura 5G finanziate dal PNRR che non includevano le offerte degli operatori si è conclusa con una situazione di stallo. La gara, promossa da Infratel per favorire la copertura nelle aree in cui il mercato ha fallito, non ha avuto l’effetto sperato: è stato un esercizio eccessivamente impegnativo volto non a generare ricavi e profitti, ma a bilanciare i costi. Secondo Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, nonostante il governo abbia fatto ogni sforzo per chiudere il digital divide nelle aree più remote, 6 lotti relativi alla densificazione delle zone 5G a fronte del fallimento del mercato non hanno ricevuto una proposta, per la quale è stato previsto un finanziamento pubblico per il 90% dell’investimento autorizzato con la più alta percentuale di sussidi pubblici mai concessa dalla Commissione Europea per il settore della rete mobile.

In Italia puntano tutti sulle grande città rendendo i territori impervi meno pronti a vincere la sfida del digitale in un momento storico in cui l’accesso ad una rete veloce sembra una necessità che deve essere colmata necessariamente per garantire a tutti pari opportunità.