giovedì 05 agosto 2021

Riempire il carrello della spesa come nel 1997. Decremento dello 0,7%, lo dice l’ISTAT.

Cibo, prodotti per l’igiene e per la casa personale  sono passati a marzo dal -0,7% dal -0,1%

I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ovvero i prezzi dei prodotti alimentari, casalinghi e dei prodotti per l’igiene personale hanno continuato la loro flessione (-0,7%), raggiungendo livelli non registrati dall’agosto 1997 (quando sono scesi dello 0,8% su base annua). Lo ha riferito l’Istat nella sua stima finale dei prezzi ad aprile.

L’Istat conferma infatti l’inflazione ad aprile + 1,1%. Ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera comunità (NIC), considerato a lordo del tabacco, ha registrato un + 0,4% mensile. L’inflazione è dell’1,1% (dal + 0,8% di marzo), il che conferma la stima preliminare. Durante il quarto mese dell’anno spiega l’Istituto nazionale di statistica “è l’aumento dei prezzi dell’energia a trainare l’ulteriore aumento dell’inflazione” e specifica che “questa accelerazione è dovuta, però, in buona misura, al confronto con aprile 2020, quando i prezzi di questi prodotti, anche per l’emergenza sanitaria, avevano subito una diminuzione marcata rispetto al mese precedente”.

Le materie prime energetiche fanno salire i prezzi
Pertanto, il trend al rialzo dell’inflazione è principalmente associato ai prezzi dell’energia, la cui crescita è passata dal + 0,4% di marzo al + 9,8% per effetto sia dei prezzi della componente regolamentata (che cambiano il trend da – 2,2% a + 16,8%) . %) e componente non regolamentata (che passa da + 1,7% a + 6,6%); Questa tendenza è solo parzialmente compensata dalla variazione dei prezzi dei prodotti alimentari non trasformati (da + 1,0% a -0,3%) e dei servizi di trasporto (da + 2,2% a -0,7%).

Secondo gli ultimi dati definitivi (e non provvisori) disponibili dell’Istat, nel mese di marzo il costo della vita è salito dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua (da +0,6% di febbraio). Anche i dati provvisori mostrano che ad aprile i rincari non si stanno fermando, anzi corrono sempre di più: l’aumento è dell’1,1% rispetto ad aprile dell’anno scorso. per sintetizzarla costerà quindi di più comprare le vongole e prendere il treno, ma si abbasserà il prezzo dei frigoriferi.