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Fisco

Rifiuti e Rentri 2023: Apprendiamo gli assi fondamentali ovvero la dematerializzazione e la digitalizzazione

Di Barbara Molisano
mercoledì 20 Luglio 2022 - 19:43
5 minuti di lettura
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calcolo rentri
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La normativa RENTRI del registro elettronico per la gestione dei rifiuti si muove sempre più verso la dematerializzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti come previsto dal decreto legislativo 116/2020 approvato in Consiglio dei Ministri il 21 dicembre 2022

Come funzionerà il nuovo RENTRI?

Ci saranno molte semplificazioni sia per i rifiuti prodotti per le piccole attività di manutenzione in ambito domestico ( non qualificati più come  “rifiuti speciali” e quindi trasportabili nei normali centri di raccolta), sia in termini di irrigidimento per rifiuti da raccolta differenziata ( non potranno essere mescolati con altre tipologie né inceneriti)

Il nuovo RENTRI  dovrebbe partire nel primo trimestre 2023, gestito dal ministero dell’Ambiente.

Cosa dovranno fare le imprese?

Le imprese e gli enti tenuti all’iscrizione dovranno:

  • tenere il registro cronologico di carico e scarico
  • accompagnare il trasporto rifiuti con il formulario di identificazione.

Chi dovrà iscriversi?

Dovranno iscriversi tutti gli attori della filiera dei rifiuti speciali e pericolosi: enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, produttori di rifiuti pericolosi, enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi, Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.

I correttivi previsti

Il decreto legislativo approvato contiene i seguenti elementi:

  • modelli e formati relativi al registro cronologico dei rifiuti e al formulario di identificazione di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
  • modalità per la condivisione dei dati del RENTRI con l’Istituto superiore per la ricerca ambientale (ISPRA) al fine del loro inserimento nel Catasto di cui all’articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
  • modalità di iscrizione al RENTRI e relativi adempimenti, da parte dei soggetti obbligati e di coloro che intendano aderire su base volontaria;
  • modalità per la condivisione dei dati del RENTRI con l’Istituto superiore per la ricerca ambientale (ISPRA) al fine del loro inserimento nel Catasto di cui all’articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
  • funzionamento del RENTRI;
  • modalità di accesso ai dati del RENTRI da parte degli organi di controllo;
  • modalità di interoperabilità per l’acquisizione della documentazione di cui al regolamento (CE) n. 1013/2006;
  • modalità per la verifica e l’invio della comunicazione dell’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti, di cui all’articolo 188-bis, comma 4, lettera h) del decreto legislativo n. 152 del 2006
  • modalità di svolgimento delle funzioni di supporto tecnico operativo da parte dell’Albo nazionale gestori ambientali ai sensi dell’articolo 188-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006;

Come funziona nella pratica il sistema?

Due sono gli assi fondamentali:

  • lo sviluppo di prassi e di strumenti già esistenti ( dematerializzazione e digitalizzazione)
  •  la progressiva costruzione di un nuovo ambiente informatico condiviso entro il quale far “girare” il nuovo sistema.

Nel dettaglio, il RENTRI utilizza la piattaforma telematica dell’Albo nazionale gestori ambientali interconnessa con la rete telematica delle Camere di commercio. L’Albo nazionale gestori ambientali fornisce il necessario supporto tecnico operativo, le Sezioni regionali delle Camere di commercio assicurano la gestione dei rapporti con gli utenti del RENTRI anche in collaborazione con le Associazioni di categoria e l’organizzazione di adeguate attività di formazione e informazione.

 

Obiettivi della riforma

Il RENTRI, oltre che nel Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, si inquadra nella Strategia nazionale per l’economia circolare (approvata con decreto del Ministro della transizione ecologica del 24 giugno 2022, n. 259), inserendosi nell’ambito del PNRR. In particolare, segnala il Consiglio di Stato, la missione M2-C1, Riforma 1.1, «prevede l’adozione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti per lo sviluppo del mercato secondario delle materie prime, sistema fondato per l’appunto sul Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI), che fornirà dati qualificati sia per le attività di vigilanza e controllo che per la progettazione industriale, la cui necessaria riconversione verso modelli di produzione ecocompatibili è alla base della reale transizione da un modello di economia lineare ad un modello di economia circolare».

 

TAGGATO:RENTRIrifiutiTasse
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