“Rimborso 250 euro Inps”: ecco come devi comportarti se hai ricevuto questa mail

Di Redazione FinanzaNews24 3 minuti di lettura
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(Money.it) Il rimborso di 250 da parte dell’Inps non esiste, bensì si tratta di un nuovo tentativo di phishing. La mail che fa riferimento di un sopraggiunto rimborso delle tasse è quindi un nuovo amo immesso in rete per far abboccare gli utenti e carpire i loro dati sensibili.

Il nuovo tentativo di truffa online è stato precipitosamente segnalato dall’Istituto sui propri canali ufficiali, ricordando ai propri utenti che l’Inps non invia comunicazioni di dati sensibili via mail. Eppure, molto spesso queste truffe telematiche restano tra le più efficaci, in quanto traggono maggiormente in inganno gli utenti meno attenti.

Per evitare che si venga truffati è bene sapere come comportarsi quando si ricevono mail apparentemente ufficiali da parte di Enti e aziende di cui si è clienti: ecco come riconoscere un tentativo di phishing e come proteggersi.

“Rimborso 250 euro Inps”: il nuovo tentativo di phishing

Se di recente si è ricevuta una mail in cui si fa riferimento ad un rimborso di 250 euro da parte dell’Inps non andato a buon fine è bene sapere che si tratta di un ennesimo tentativo di truffa online, più tecnicamente phishing, e che quindi l’Istituto nazionale della previdenza sociale non c’entra assolutamente nulla. Numerose sono state le persone ad aver segnalato il messaggio sospetto all’Ente:

Agenzia delle Entrate amministrazione fiscale. Con la presente ti informiamo che nel tentativo di rimborsare l’account l’operazione non è andata a buon fine accedi al tuo portale di rimborso delle tasse per elaborare manualmente il rimborso durante il processo è possibile aggiornare le informazioni dell’account fornite.

Alla fine del messaggio, firmato da una fantomatica “Squadra di sicurezza Inps”, si trova un link che non bisogna aprire assolutamente per nessuna ragione al mondo, e che quasi sicuramente rimanderà a una pagina – del tutto simile a quella dell’Inps – dove fornire i propri dati personali e codici di sicurezza. Dati sensibili che, come specificato dall’Inps stesso, non verrebbero mai richiesti via mail. Come si legge sul sito dell’Inps, gli unici “link” inviati realmente dall’Istituto sono iniziative per valutare i servizi come nel caso del Customer Experience, nella quale “l’utente viene invitato a clic


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