mercoledì 27 ottobre 2021

Salario minimo a 9 euro: secondo la CGIA esiste già

Salario minimo a norma di legge 9 euro lordi all’ora? Non è necessario, è già realtà. Lo ricorda  al governo l’Ufficio Studi della Cgia

Se calcoliamo anche l’indennità di liquidazione o licenziamento, ente che, tra i principali Paesi europei, è presente solo in Italia nei contratti collettivi nazionali firmati da aziende e sindacati, la paga oraria supera già i 9 euro lordi, anche in quasi tutte le categorie dell’artigianato, che sono tradizionalmente il settore con il salario iniziale più basso di tutti i settori dell’economia del Paese.

L’Ufficio Studi della Cgia è stato coinvolto nell’attuale dibattito politico ed economico sulla necessità di introdurre un salario minimo conforme alla legge, secondo la quale la “proliferazione dei contratti pirata”, ovvero quelli stipulati dalle associazioni imprenditoriali e non rappresentative sindacati che “a causa del gap normativo nella rappresentanza sindacale nel nostro Paese può portare al dumping sociale ed economico”. Come spesso accade in Italia, lamenta, “la politica condanna i problemi reali, ma alla fine della riflessione offre le soluzioni sbagliate”.

Secondo la Cgia: “Dei 985 contratti di lavoro presenti in Italia, infatti, accusa il 40% circa è sottoscritto da sigle “fantasma” che non rappresentano nessuno, ma diventano il refugium peccatorum per molti imprenditori spregiudicati che riescono ad “aggirare” i Ccnl sottoscritti dalle sigle sindacali più rappresentative. Una pratica sempre più diffusa che consente a tanti titolari d’azienda di applicare contratti con paghe orarie da fame, spesso senza riconoscere nessuna voce aggiuntiva alla retribuzione, riducendo ai minimi termini l’indennità di malattia, il monte ore permessi e l’accesso alla formazione professionale”.

La Cgia parlando ancora di salario minimo dice: “il problema di basse retribuzioni nette in Italia resta. Per renderle più consistenti siamo convinti che non sia sufficiente normare solo la rappresentanza sindacale: bisogna tagliare anche le tasse e i contributi. Una operazione che è iniziata con il Governo Renzi ed è proseguita, in modo del tutto insufficiente, con gli esecutivi Gentiloni e Conte 1. Le buste paga attuali già prevedono di fatto una retribuzione di 9 euro lorde all’ora. Se oltre alla liquidazione o al Tfr aggiungiamo anche le quote retributive riconducibili ai contratti integrativi regionali e/o aziendali, al welfare aziendale e alle altre indennità non incluse nelle tabelle retributive dei rispettivi contratti di riferimento il minimo salariale è ben sopra i 9 euro lordi all’ora, anche nell’artigianato”.