sabato 31 ottobre 2020

Tagli alle pensioni: la riduzione potrà arrivare anche allo 0,7%

Anche se dopo varie vicissitudini, i tagli delle pensioni sembrano entrati ufficialmente in vigore. Da un minimo dello 0,3% a un massimo dello 0,7%

Perché è stata decisa questa riduzione delle pensioni?

Diversi fattori hanno costretto a questa decisione: da un lato, l’aspettativa di vita ha generato un piccolo aumento; D’altra parte, la variazione demografica non era sufficiente a causare un aumento del requisito di età per le pensioni di vecchiaia, ma ha prodotto una variazione limitata nei parametri utilizzati per il conteggio delle pensioni.

Tutti coloro che vanno in pensione nel 2021 dovrebbero tenere presente che la loro parte di contributo della loro indennità sarà leggermente inferiore a quella di coloro che hanno smesso di lavorare quest’anno. Entrando nel dettaglio, possiamo dire che coloro che hanno stipendi in modalità retributiva fino al 2011 avranno un impatto minimo sulle loro pensioni, ma sarà più evidente per coloro che hanno lavorato di più con il sistema di contribuzione misto.

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La revisione dei coefficienti di trasformazione non è nuova quest’anno.

Fu la Riforma Dini a stabilire il sistema di contribuzione nel 1995: ogni due anni si sarebbe dovuto attivare l’adattamento per distribuire il numero di pagamenti della carriera lavorativa di un lavoratore durante la sua vita.

La pensione, quindi, tecnicamente si adatta e cambia secondo le statistiche. Se le statistiche parlano di un aumento della sopravvivenza, la pensione (o il suo importo annuale) è destinata a diminuire proporzionalmente. Pertanto, ci adatteremo alle nuove aspettative di vita. Generalmente i coefficienti vengono modificati in base all’età. A partire dal prossimo anno (2021), quindi, lasciare il lavoro a 57 anni comporterà un coefficiente pari al 4,186%, che è l’equivalente di un divisore di circa 24. Questa cifra indica gli anni ipotetici in cui la pensione verrà riscossa.

Se stessimo parlando di un lavoratore di 65 anni, il discorso sarebbe diverso. In questo caso, il coefficiente calcolato sarebbe del 5,22% e un divisore di poco superiore a 19. La verifica a questo punto verrebbe ridotta dello 0,48%. Nel caso in cui la persona si ritirasse all’età di 71 anni, si potrebbe parlare di una percentuale che raggiunge il 6,466% e una variazione rispetto al 2019 pari a -0,72%. In breve, il criterio risulta essere unico e tecnico ed è specificamente progettato per garantire a lungo termine la sostenibilità del sistema di sicurezza sociale. Tuttavia, come abbiamo visto, ci sono quelli che dovranno abituarsi all’idea di ricevere piccoli tagli nell’indennità di pensione.