martedì 20 ottobre 2020

Via al blocco dei pignoramenti, ecco cosa accadrà dal 15 Ottobre

La conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate; il termine del divieto di notifica delle cartelle esattoriali cesserà dal 15 Ottobre

La sospensione momentanea era finalizzata all’emergenza Coronavirus tra il Fisco e chi non aveva ancora pagato le cartelle esattoriali. Dal prossimo 15 Ottobre cesserà questa agevolazione e saranno promosse azioni esecutive e cautelari, insomma per coloro che non avranno ancora saldato i propri debiti verso lo Stato, potrebbe andare in corso a pignoramenti o ingiunzioni fiscali da parte degli enti territoriali competenti.

Quali beni non potranno essere pignorati

E’ bene ricordare che lo Stato non pignorerà i beni di prima necessità, fondamentali per la vita e la dignità delle persone, con l’esclusione tra questi, tutti quei beni che hanno un evidente valore artistico o di antiquariato.

Saranno esclusi anche l’anello nuziale, gli oggetti di culto, l’attrezzatura indispensabile per l’esercizio della professione, gli animali domestici esclusi quelli per fini produttivi, alimentari o commerciali, essendo considerati fonte di reddito. Esclusi anche i sussidi e le pensioni minime.

Verrà considerato pignorabile tutti i redditi fino ad un massimo del 20% del loro importo, e le polizze assicurative.

Vediamo nel dettaglio cos’è il pignoramento

Il pignoramento vuol dire un atto esecutivo, forzato, di esproprio di un bene. L’atto di sequestro, infatti, è il primo atto esecutivo, compiuto con l’obiettivo di legare taluni beni del debitore alla soddisfazione del diritto al credito del creditore processuale. Ciò significa che il debitore può continuare a disporre fisicamente della proprietà sequestrata, tranne, ovviamente, per venderla o distruggerla.

Tecnicamente, il sequestro può essere immobiliare, se ha per oggetto beni immobili; mobiliare, se ha per oggetto mobili; con terzi, in caso di prestiti o beni debitori accessibili a terzi. L’esempio più eclatante è il pignoramento del saldo di un conto corrente bancario. L’atto di sequestro deve indicare il credito per il quale procede l’ufficiale giudiziario e i beni da pignorare. L’atto deve contenere anche la dichiarazione da parte del debitore per la propria residenza o il domicilio prescelto.