domenica 28 novembre 2021

Violenza sulle donne: ne parla Elena Bonetti

Elena Bonetti, Ministro Pari Opportunità e Famiglia, interviene all’evento in Senato ‘Tutti i volti della violenza‘, promosso da Rete antiviolenza del Comune di Milano e Gilead Sciences Italia

Ecco le dichiarazioni della Bonetti: 
I dati testimoniano un fenomeno di proporzioni drammatiche, che chiede strategia e visione d’insieme e, al tempo stesso, un impegno trasversale per essere accanto alle vittime di violenza. Lo ha ribadito con chiarezza il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella giornata di ieri: la tutela delle donne è una priorità assoluta del Governo, che intende affrontare l’odioso problema della violenza di genere in tutti i suoi aspetti, dalla prevenzione al sostegno alle vittime. Con il Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne 2021-2023, che ieri abbiamo presentato, il Governo ha compiuto un significativo passo in avanti: sceglie la stabilità e la strutturalità delle attività di contrasto e anche dell’investimento dello Stato nel sostenere la rete dei centri antiviolenza, che svolge un lavoro straordinario in tutto il Paese. È un investimento importante che rendiamo strutturale in legge di bilancio con 30 milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori e strutturali 5 milioni di euro per l’attuazione del Piano e altrettanti per l’attuazione del Piano parità. Oggi siamo chiamati tutti insieme a mettere in campo azioni sinergiche e trasversali, come state facendo anche Voi per aiutare le donne e consentire a ciascuna di uscire dalla violenza e ricominciare una nuova vita in autonomia e libertà”.

Dalla studio della Gilead emerge come stereotipi e pregiudizi siano radicati nel Paese e noi dobbiamo sradicarli.

A dire la sua Diana De Marchi, Presidente Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili e Rete Antiviolenza del Comune di Milano: “Le risorse economiche sono fondamentali, abbiamo bisogno di competenze e soldi. Lavorando su questi elementi sarà si potrà essere più capillari sul territorio. Soluzioni? Ogni caso è a sé. Deve funzionare meglio la formazione delle persone che accompagnano queste donne nel loro percorso. Necessaria poi un’attenzione al rispetto delle differenze a partire dall’asilo nido”.