mercoledì 02 dicembre 2020

Vivere di rendita investendo in azioni con dividendi

L’obiettivo principale di un investitore che punta sulle azioni con dividendi è quello di disporre di un flusso di reddito che aumenta nel tempo.

Con un alto tasso di risparmio, robusti rendimenti degli investimenti e un orizzonte temporale sufficientemente lungo, si potrà arrivare ad una ricchezza sorprendente nel lungo periodo.

Per molti investitori che sono appena agli inizi, questo può sembrare un sogno irrealistico.

Dopo tutto, il rendimento da dividendi dell’S&P 500 (SPX) è attualmente sotto il 2,0% e non sembra un tasso abbastanza alto da rendere davvero ricco qualcuno.

Nonostante ciò, l’investimento in azioni con dividendi rimane uno dei modi più semplici e ripetibili per diventare ricchi.

Cosa vuol dire diventare ricchi?

La ricchezza, si sa, è un concetto abbastanza relativo. In quanto tale, considereremo ricco chi riesce a generare un reddito passivo sufficiente per smettere di lavorare e quindi vivere di rendita.

Intanto cerchiamo di capire se è veramente possibile diventare ricchi investendo in azioni con dividendi. È fondamentale partire da una serie di consigli e quindi comportamenti che dovremmo avere:

  • Risparmiare denaro (più è, meglio è) dal proprio impiego spendendo meno di quanto si guadagni.
  • Sviluppare un piano di investimento sistematico a lungo termine e seguirlo.
  • Reinvestire tutti i dividendi (magari usando un DRIP).

Ci sono tre fattori principali che portano al successo negli investimenti. Vediamo quali sono.

  • Orizzonte temporale
  • Tasso di risparmio
  • Rendimenti degli investimenti

Alcuni di questi fattori sono più flessibili di altri. E per la maggior parte delle persone è più difficile raddoppiare la performance degli investimenti che raddoppiare il tasso dei propri risparmi. Valutiamo subito alcuni aspetti.

Il tasso di risparmio medio negli Stati Uniti è di circa il 5%. L’S&P 500 ha restituito circa il 9% annualizzato su base a lungo termine.

Ovviamente molti fattori importanti sono da considerare. Ad esempio l’effetto di tasse e commissioni sulla performance del portafoglio o l’innalzamento della curva salariale durante la propria carriera. Oltre a ciò vanno considerati anche l’effetto dell’inflazione sul valore reale del contante e la volatilità del mercato azionario.