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Welfare as a Service: il progetto targato INPS per il PNRR che auspica all’ interoperabilità

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La politica di sicurezza sociale in Italia è attuata attraverso una serie di strumenti pensati per diversi segmenti di utenza, definiti sia a livello nazionale che locale. Determinare l’efficacia delle azioni generate da questi strumenti è oggi difficile, e i risultati non sono sempre chiari e del tutto esaurienti.

Per pianificare al meglio gli eventi, l’INPS ha presentato il progetto “Welfare as a Service” in un convegno dedicato svoltosi presso la Fiera di Bergamo

Come ha spiegato Gianluigi Raiss, Responsabile IT INPS, si tratta di una novità importante: “Questo progetto che oggi abbiamo presentato mette a fattor comune la grande tecnologia che Inps ha sviluppato in questi ultimi anni, come banche dati interoperabili, servizi di intelligenza artificiale e di data analytics. L’obiettivo è metterla a disposizione degli enti locali e aiutarli a programmare meglio le politiche di welfare e conoscere ciò che avviene nel territorio, il tutto finanziato dal Pnrr e in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, AgID e tutti gli altri attori dell’informatica nazionale.”

Interoperabilità: la  parola d’ordine per il presente e il futuro

La partecipazione a questo progetto, come affermato dal Direttore Generale Vincenzo Caridi, punta su una cooperazione ad ampio raggio: “L’istituto pone grande enfasi sull’interoperabilità: i comuni sono un partner importante per lo sviluppo dei servizi digitali. Penso che oggi abbiamo dimostrato con Anci e con tutti gli enti locali che può esserci un’alleanza importante per creare servizi sempre più inclusivi”.

Con l’aiuto del progetto Developed User Point, l’istituto, secondo il direttore centrale dell’organizzazione e della comunicazione interna, Rocco Lauria, vuole semplificare tutti i processi: “Si tratta di un nuovo servizio che si trova fisicamente nei comuni. Il nostro utente potrà recarsi in Comune, richiedere un appuntamento con un funzionario Inps e rientrare nel giorno e nell’ora stabiliti”.

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Questo processo, prosegue Lauria, rappresenta un’importante novità: “Non si tratta solo di interazione, ma anche di possibilità di scambio di documentazione: cosa che finora non era possibile nel nostro servizio di web conferencing”, conclude.

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