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Attualità

Wind Tre nei guai: perquisizioni nelle sedi a causa di una potenziale truffa

Di Gianluca Perrotti
sabato 4 Luglio 2020 - 14:50
2 minuti di lettura
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Truffe Smartphone
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Sulla base di ciò che è trapelato, è stato sufficiente per i consumatori accedere al sito Web per abbonarsi automaticamente a un servizio che non era mai stato richiesto.

Un affare illegale con frode di milioni di euro a scapito di centinaia di utenti di compagnie telefoniche che sono stati accusati di servizi a pagamento senza nemmeno acconsentire a riceverli: il procuratore di Milano ha informato undici persone durante l’inchiesta.

La Guardia di Finanza, con il nucleo speciale antifrodi tecnologiche, ha perquisito ed effettuato alcuni sequestri presso la sede di Rho di Wind Tre.

La tecnica utilizzata si chiama “zero click” perché l’abbonamento fraudolento è stato attivato automaticamente, anche senza la necessità di fare clic su pubblicità o altri contenuti.

La frode, secondo il procuratore, non si è fermata nemmeno durante le cure mediche di emergenza. L’attivazione di servizi VAS su connessioni mobili utilizzate tra scambi di dati informatici (“machine to machine” o M2M) ha anche contribuito all’attività illegale, che è stata effettuata come sempre senza il consenso degli utenti.

Frode informatica ai danni dei consumatori, intrusione abusiva a sistema telematico e tentata estorsione contrattuale commessa da tre persone, anche con ruoli dirigenziale, di Wind Tre, in concorso con aggregatori/hub tecnologici e content service provider (CSP).

Undici persone sono state indagate, mentre secondo le indiscrezioni circolanti in queste ore, 12 milioni di euro sono stati precedentemente sequestrati da una società con sede a Roma, Pure Bros Mobile spa: la stessa società sarà indagata per “abuso dell’accesso a un sistema informatico”. Si presume che tale importo verrà ricevuto dai servizi forniti senza autorizzazione ai clienti degli “operatori mobili Wind, Tim e Vodafone”, almeno fino al 30 ottobre 2019.

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