Cosa significa “too big to fail”? I rischi collegati alle banche “troppo grandi per fallire”

Di Redazione FinanzaNews24 5 minuti di lettura
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(Money.it) «Too big to fail» è diventata un’espressione celebre durante la crisi finanziaria del 2008, dopo il fallimento di Lehman Brothers. Si riferisce alle banche considerate troppo grandi e importanti per l’economia globale per poter fallire senza conseguenze catastrofiche, a causa della loro interconnessione con altre banche e del loro ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio del sistema finanziario ed economico.

Il rischio associato alle banche «troppo grandi per fallire» risiede nella possibilità che il fallimento causi un collasso finanziario globale, costringendo i governi a intervenire per salvarle. La recente crisi di Credit Suisse ha evidenziato ancora una volta questo rischio.

In questo articolo analizzeremo il ruolo delle banche «too big to fail» nel sistema finanziario internazionale e come Fed e Bce hanno gestito i rischi attraverso l’introduzione di normative e regolamentazioni specifiche. Vedremo anche come la crisi del 2008 e gli eventi successivi, fino alla vicenda di Credit Suisse, abbiano plasmato il mondo finanziario.

Cosa significa «too big to fail»

L’espressione «too big to fail» (troppo grande per fallire) ha origini più antiche del fallimento di Lehman Brothers: è stata coniata negli anni ’80 durante la crisi bancaria negli Stati Uniti. In particolare, la crisi della Continental Illinois National Bank and Trust Company nel 1984 ha portato alla decisione di salvare la banca poiché si riteneva che il suo fallimento avrebbe avuto un impatto catastrofico sull’intero sistema bancario e sull’economia degli Stati Uniti. Questo è stato il primo caso in cui una banca è stata considerata troppo grande per fallire e quindi salvata con i soldi dei contribuenti.

L’espressione «too big to fail» è stata utilizzata per descrivere questa situazione e da allora è stata spesso utilizzata per riferirsi a banche o altre istituzioni finanziarie che sono considerate di importanza sistemica per l’economia e che quindi non possono essere lasciate fallire senza conseguenze gravi e imprevedibili.

Cosa significa «too big to fail»? L’infografica di Money.it

Perché le banche sono diventate troppo grandi per fallire

Il processo di deregolamentazione bancaria e di consolidamento attraverso acquisizioni e fusioni avviatosi con la fine degli anni ’80 ha portato alla nascita delle cosiddette «Wide Banks», banche universali sempre più grandi e complesse che sono diventate centrali per il funzionamento dell’economia globale.

Se da un lato questo sistema ha aumentato l’efficienza dei mercati e degli intermediari eliminando le barriere alla liquidità tra mercati interdipendenti, ha determinato di conseguenza una maggiore instabilità del sistema stesso.

Le grandi banche universali sono diventate troppo grandi per fallire, soggette alla presunzione del too big to fail, ovvero del poter contare su interventi pubblici di salvataggio per evitare fallimenti.

Ciò ha creato un problema di azzardo morale (moral hazard), in cui le banche hanno meno incentivi ad essere attente alla valutazione del rischio e sono più inclini a sostenere rischi maggiori, portando così a un aumento del rischio sistemico, cioè del rischio che una crisi in una grande banca possa causare un effetto domino che si ripercuote su tutto il sistema finanziario.

Possiamo dunque sintetizzare le ragioni principali per cui le banche sono diventate troppo grandi per fallire in tre punti:

  • In primo luogo, il consolidamento bancario è stato spinto dalla deregolamentazione e dalla globalizzazione dei mercati finanziari, che hanno permesso alle banche di espandersi a livello internazionale e di offrire una vasta gamma di prodotti e servizi finanziari.
  • In secondo luogo, la concentrazione bancaria è stata accentuata dalle restrizioni interstatali negli Stati Uniti, che hanno impedito alle banche di aprire filiali in altri stati. Questo ha portato ad una maggiore concentrazione di banche in singoli stati o regioni, il che ha reso difficile trovare una banca in grado di acquisire una banca in difficoltà e di evitare così il suo fallimento.
  • Infine, il modello di business delle banche è diventato sempre più complesso e interconnesso, c

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