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Fisco

Cosa accade in caso di dichiarazione dei redditi in ritardo?

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Attenti alle scadenza  anche affidando l’incarico ad un consulente commercialista  l’applicazione delle sanzioni tributarie  arrivano al contribuente

In caso di ritardo della presentazione del modello della dichiarazione dei redditi  il contribuente, anche decorso il termine,  potrà correggere tale inadempienza presentando la dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla data ultima di presentazione del modello. Se si supera tale termine, la dichiarazione si considera però  “omessa e scatteranno quindi le sanzioni amministrative o penali”.

Se invece il contribuente si accorgesse di aver presentato un modello di dichiarazione con errori, formali e/o sostanziali, potrà presentare una dichiarazione integrativa per correggere la precedente.

Il calendario delle scadenze per la dichiarazione dei redditi:

  • Deve essere presentata entro il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta oggetto di dichiarazione (articolo 4 bis comma 2 del Dl 34/2019 convertito) in caso di presentazione telematica è stato infatti disposto il differimento a regime del termine dal 30 settembre al 30 novembre.

Per i modelli relativi al 2021  la tardiva dichiarazione (entro 90 giorni dalla scadenza) deve essere presentato quindi entro il 28 febbraio 2022. Dopo tal giorno scatta “l’omessa dichiarazione” e quindi la sanzione. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 23/1999 ha equiparato ai fini sanzionatori la dichiarazione tardiva a quella omessa, applicando  sanzione da 25 a 250 euro, che può essere ridotta con il ravvedimento operoso.

La tardiva dichiarazione può essere regolarizzata entro 90 giorni  mediante ravvedimento operoso:

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  • con il versamento di 25 euro al posto di  250 euro come per quella omessa), per la mancata presentazione della dichiarazione entro il termine previsto;

E se vengono pagate in ritardo le imposte?

Le  imposte pagate in ritardo sono soggette a  sanzione per omesso versamento pari al 30%, se versato oltre 90 giorni dalla scadenza ordinaria, o del 15% anch’esso soggetto all’istituto del ravvedimento operoso. Se gli errori e le omissioni sono relativi a una dichiarazione presentata sia tardiva che regolare, possono essere regolarizzati con il versamento, degli i interessi al tasso del  0,05% dal 1° gennaio 2020 e della sanzione ridotta: al 7,5% (1/8 del 60%) della maggiore imposta o del minor credito.

 

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