domenica 01 agosto 2021

Così la pandemia ha fatto crescere la domanda di servizi digitali

AGI – Aumentano il bisogno di connettività e l’adozione di servizi digitali. Ma crescono anche le paure legate a un uso eccessivo delle tecnologia. Che la pandemia abbia avuto questi effetti non è una sorpresa: il rapporto Digital Home Study di EY, però, quantifica bisogni e timori. 

La connettività è un bisogno

Il Covid-19 ha spiegato in modo pratico cosa significhi avere una connettività efficiente. Più di un italiano su due la considera oggi irrinunciabile. E uno su quattro si dice anche pronto a spendere di più pur di averla. Per quanto l’esigenza sia nata durante i mesi di lockdown, tra dad e lavoro da remoto, sembra che il bisogno di connettività sia destinato a restare oltre l’emergenza.

La scoperta di nuovi servizi

La pandemia ha spinto a sperimentare nuovi servizi digitali: una tendenza globale, che però in Italia appare ancora più marcata. Secondo il report di EY, un italiano su tre ha utilizzato per la prima volta una videochiamata per lavoro, contro il 20% dei francesi e il 18% dei tedeschi. La didattica online è stata una novità per il 30% degli italiani (percentuale ben più robusta rispetto al 12% della Francia e all’11% della Germania). Il 23% ha fatto ricorso per la prima volta ai servizi sanitari digitali (dieci punti percentuali in più rispetto a Parigi e Berlino). I dati possono essere interpretati in due direzioni: il distacco dagli altri Paesi certifica da una parte quanto gli italiani si siano avvicinati ai servizi online; dall’altra lasciano ipotizzare una condizione di partenza più arretrata.

Le ansie della digitalizzazione

La digitalizzazione, al netto dei suoi benefici, non è un processo indolore. Si sono amplificate ansie e timori legati all’ut

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